Rio2016: Rivaldo avverte i turisti sulla pericolosità del Brasile


Le Olimpiadi di Rio sono sempre più vicine, le nazionali di tutto il mondo si preparano ad affrontare le competizioni nel miglior modo possibile e milioni di appassionati cercano voli ed alberghi per non perdersi questo grandissimo evento in uno dei palcoscenici più belli dell’intero pianeta. Fugata, ormai, la paura dei mesi passati riguardante il virus zika, tornano i consueti timori legati alla criminalità che circonda la capitale turistica (la capitale del Brasile è Brasilia) del paese sudamericano.

Non è una novità che il Brasile, Rio de Janeiro in particolare, viva di contraddizioni forti:i pochi quartieri ricchi e le zone turistiche sono gravate da una povertà sconvolgente ed avvolgente, il lusso dei night club e della movida fa a pugni con migliaia di persone che vivono per strada o in condizioni d’indigenza. Già due anni or sono la popolazione brasiliana si era rivoltata contro l’ipocrisia del consumismo che il mondiale di calcio aveva portato con se, facendo temere per l’incolumità di atleti e tifosi, in quella occasione, un opera di repressione e controllo ben organizzata dallo stato aveva permesso il tranquillo svolgimento della competizione spostando in secondo piano i problemi di una nazione al stremo. Aldilà delle contestazioni e della povertà visibile (o meno), Rio rimane una città pericolosa: a causa delle condizioni di vita precarie molte persone sono spinte alla criminalità ed alla violenza nella vita di tutti i giorni, questa situazione, con il prevedibile afflusso di persone potrebbe diventare ingestibile e chiunque decida di regalarsi questo viaggio deve fare attenzione a non rimanere mai da solo (sopratutto le ragazze). Il monito è stato lanciato quest’oggi dall’ex fuoriclasse di Barcellona e MilanRivaldo, l’attaccante brasiliano- tramite il suo profilo social- ha postato l’immagine di una ragazza di 17 anni brutalmente uccisa nella mattinata di oggi aggiungendo un commento a dir poco allarmante: “Questa mattina alcuni banditi hanno ucciso questa ragazza. Le cose più brutte accadono sempre in Brasile. Io consiglio a tutti coloro che intendono visitare il Brasile o venire all’Olimpiade di Rio, di restare a casa. Qui siete a rischio di essere uccisi”. Il commento del calciatore brasiliano continua con una polemica dura sulle condizioni sanitarie degli ospedali brasiliani e sulla competenza dei medici e chiude con una frase eloquente che specifica (se ce ne fosse bisogno) che la situazione non cambierà nei prossimi mesi: ” Solo Dio può cambiare la situazione del nostro Brasile”.
newnotizie.it

Ululati sulle Alpi, il Lupo è tornato

L’ultimo avvistamento, all’inizio di aprile, è stato di un pastore a Campea, frazione del Comune di Miane in provincia di Treviso. Negli stessi giorni altri esemplari sono stati avvistati in Valbormida, sull’Appennino Savonese, in Liguria. E questi sono soltanto gli ultimi episodi di un fenomeno che, per gli esperti che lo stanno studiando da tempo, è in fase di consolidamento ed espansione. Insomma, non ci sono più dubbi: il lupo è ritornato in pianta stabile sulle Alpi, mentre dall’Appennino non se n’era mai andato. Il più recente censimento dei capi (il primo in assoluto a livello alpino), effettuato nell’inverno 2014-2015 nell’ambito del progetto Life Wolfalps – piano da sei milioni di euro, cofinanziato dall’Unione Europea – ha evidenziato che sulle Alpi vivono stabilmente 23 branchi per circa 150 esemplari complessivamente.

Nelle sole valli del Piemonte è stata stimata la presenza di 21 branchi e quattro coppie riproduttive, mentre un branco e una coppia sono stati avvistati in Valle d’Aosta e un altro branco si aggira in Lessinia, tra le province di Verona e Trento. Un’altra coppia vive in Friuli, tre individui solitari sono stabili nell’area tra Trentino, Alto Adige e Lombardia, dove sono stati effettuati anche avvistamenti sporadici. Comprendendo anche l’Appennino, al 2014 era stata verificata dal Congresso italiano di Teriologia (la parte della zoologia che studia la biologia dei mammi-feri) una presenza di 773 individui in 20 aree analizzate, mentre la presenza stimata si avvicinava ai 1.900 lupi sull’intero territorio nazionale. 

Come ricorda l’antropologo Annibale Salsa, già presidente nazionale del Club alpino italiano, il ritorno del lupo sulle Alpi avviene a circa novant’anni dalla sua scomparsa. L’ultimo esemplare, infatti, era stato abbattuto nel 1925 in Val Corsaglia, nel territorio delle Alpi Liguri-Piemontesi. «Sulle Alpi – scrive Salsa sul portale dell’Accademia della montagna del Trentino – il controllo del territorio risulta più capillare rispetto a quello dell’Appennino, dove invece prevale l’insediamento accorpato che favorisce la presenza di vasti spazi selvatici. Ciò spiega la ragione per cui, lungo la dorsale appenninica, il lupo non si è mai estinto e ha continuato a scorrazzare dalla Calabria fino al crinale tosco-emilianoromagnolo come massima espansione verso Nord». Più su il lupo non si spingeva, perché, sottolinea Salsa, «fino agli anni Cinquanta del Novecento le Alpi erano intensamente abitate». 

È con lo spopolamento delle “terre alte”, a partire dal boom economico degli anni Sessanta, quando la gran parte della popolazione contadina si è riversata nelle città per cercare lavoro nelle fabbriche, che si ricreano le condizioni per la vita del lupo sulle Alpi. Oltre allo spopolamento, un secondo fattore determinante, ricorda l’antropologo genovese, sono state le «politiche di ripopolamento delle aree protette mediante immissioni di ungulati, che hanno consentito ai lupi di superare la barriera bioecologica degli Appennini». Il ritorno del lupo ha però provocato importanti problemi di convivenza con l’uomo e le sue attività in montagna, soprattutto legate alla pastorizia e all’allevamento del bestiame. 

Predazioni sempre più frequenti hanno causato ingenti danni economici e anche la legittima preoccupazione delle popolazioni. L’ultimo episodio riportato dalle cronache è avvenuto a metà aprile a Roccalbegna, in provincia di Grosseto, dove un branco di quattro lupi ha attaccato un gregge, custodito da una donna pastore che non ha potuto fare altro se non assistere impotente all’uccisione di alcuni capi. «Due di loro correvano a monte e uno aveva in bocca una pecora – ha raccontato la donna –. Un altro correva dietro a un’altra pecora. Mi sono messa a urlare forte, ma nessuno mi sentiva». Ancora più duro il commento di Mariano Allocco di Prazzo in Valle Maira (Cuneo), allevatore di cavalli e contadino, oltre che restauratore di vecchi ruderi e scrittore. «La questione del lupo attiene alla libertà dell’uomo», dice Mariano, che si oppone alla «visione romantica» del lupo e per questo ha riunito pastori e allevatori e abitanti della Valle in un’associazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi causati dal ritorno del grande predatore. 

Così scrive Allocco: «Parliamoci chiaro: la presunzione della convivenza possibile tra predatore e animali in alpeggio è un assunto ideologico. In Val Maira l’alpeggio ovino ha chiuso e tra breve andrà ridiscusso quello brado di bovini ed equini e l’alpeggio così come lo si è gestito per secoli non sarà più possibile». Certamente, la soluzione non può essere la caccia indiscriminata, il bracconaggio o, peggio, la dispersione di bocconi avvelenati, che risultano mortali non soltanto per il lupo, ma per tutta la fauna selvatica della montagna e pericolosi anche per l’uomo. 

A questo riguardo, il progetto Life Wolfalps prevede «il monitoraggio della popolazione di lupo dell’arco alpino e l’attivazione di misure di prevenzione degli attacchi sugli animali domestici». Inoltre, sono previste azioni specifiche per contrastare il bracconaggio e strategie di controllo dell’interazione tra lupo e cane. Anche il Wwf ha raccolto oltre 140mila firme a sostegno di una petizione per vietare gli abbattimenti autorizzati, previsti invece dal nuovo Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia, del ministero dell’Ambiente, che ne consente fino a sessanta all’anno. «La sfida di oggi – conclude Salsa – consiste nel capire se il modello gestionale futuro dell’ambiente montano debba ispirarsi alla scelta bipolare “et-et” (convivenza possibile uomo-predatore) o a quella “aut-aut” (o l’uomo o il predatore). Mettiamoci quindi al lavoro con buon senso, abbandonando le tifoserie opposte, per guardare in faccia alla realtà».
Avvenire
segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone

Eremite, storie di donne nel deserto

Si chiamavano Macrina, Paola, Sabiniana, Teodora, Olimpia, Eugenia, Marcella, Vitalina, e molte altre ancora. Il loro numero era cospicuo: la testimonianza di Palladio, autore del IV secolo della Storia Nausicaa,indica in addirittura 3000 il loro numero. Solo nel monastero egiziano di Tabennisi se ne contavano ben 400 coabitanti insieme. Sono le madri del deserto. La versione 'rosa' del più celebre e famoso movimento monastico iniziato da Antonio (250-356), egiziano, che si stabilì non lontano dal Sinai.

Un fenomeno poco conosciuto quello delle donne che lasciarono tutto per cercare Dio nella solitudine di un deserto. Un’esperienza che, purtroppo, nel corso degli anni venne messa tra parentesi anche nel mondo cristiano, come avvenne per altre esperienze religiose femminili. E che invece possiede una sua peculiarità feconda anche per l’oggi, come testimonia Gabriele Ziegler nel suo recente testo Madri del deserto. Eremite del primo Cristianesimo (Libreria editrice vaticana, pagine 160, euro 12,00).

Sono molte le notizie che Ziegler mette in evidenza nella sua ricerca. Anzitutto rintraccia gli elementi caratteristici e plausibilmente unitari di queste donne emerite: tra queste la capacità, pur vivendo un’esperienza di isolamento, di essere solidali nella loro ricerca ascetica di Dio: «Le madri del deserto non erano combattenti solitarie, al contrario erano in rapporto con le sorelle e si consigliavano con loro». Schiettezza e perspicacia nei rapporti con i pari di sesso maschile caratterizzavano queste figure femminili, che potremmo definire virili se non fosse che tale termine le incapsulerebbe ancora in cliché tipici di una visione maschile. Ne è comunque un esempio questo passo tratto dalle testimonianze su Sarrha, donna che, si legge nella raccolta di vite femminili Meterikon, «visse nella lussuria per 15 anni», in seguito eremita sul Nilo per 60 anni: «Secondo natura sono donna, ma non lo sono nei pensieri», disse in un confronto con due uomini. Un modo, questo, per affermare la parità di valore intellettuale rispetto ai padri.

Il noto monaco e scrittore Anselm Grün segnala nella sua prefazione come l’esperienza delle eremite abbia costituito una rottura (in meglio) nel mondo antico in tema di parità di genere: «Rispetto ai filosofi greci, che disconoscevano alle donne la capacità di filosofare, i padri della Chiesa e i primi monaci riconoscono nelle donne la stessa energia necessaria per l’ascesi».

Altro elemento unificante di tale esperienza e- ra la qualifica che veniva assegnata a queste donne: chi sceglieva l’eremitaggio veniva chiamata 'amma', ovvero «una donna saggia che possa accompagnare le altre nel percorso di vita. Le madri del deserto divennero qualcosa come levatrici spirituali che aiutarono altre a maturare nell’anima e a fare il loro cammino di vita», scrive Ziegler. Un esempio di tale statura umana e spirituale la troviamo in Olimpia: da giovane fidanzata con Nebridius, tesoriere dell’imperatore Teodosio, venne ordinata diaconessa a nemmeno 40 anni. Fu discepola di Giovanni Crisostomo e mantenne con lui numerosi scambi epistolari.

Si diceva prima di alcuni tratti di queste donne intrisi di modernità. Tra questi spicca l’elemento di una sessualità riconciliata. Lo testimonia ad esempio la vicenda di Paolo, il primissimo eremita, impiantatosi sul monte Gherit vicino al Mar Rosso, vissuto tra il 228 e il 341: quando rimase paralizzato, venne curato e assistito solo da donne. «In questo modo – scrive Ziegler – chiarisce che la piena castità non comporta il tentativo di isolarsi da ogni tipo di sessualità». L’autrice annota come «le madri del deserto non ammisero che una donna fosse ritenuta a priori una tentatrice, come Eva. Sostenute dalla loro esperienza e dal confronto con donne provate dal deserto, esse dimostrarono che quella funesta identificazione non è vera». E anche l’astinenza sessuale non era considerata un assoluto imprescindibile, «qualsiasi forma di ascesi non ha valore in sé: il parametro per una vita che sia sostenibile e che ci renda sopportabili per gli altri è quello dell’amore».

Sempre sull’esperienze del deserto e della vita dei padri è da segnalare un altro libro molto recente, curato dallo scrittore Ermanno Cavazzoni (dal suo Il poema dei lunatici Federico Fellini ricavò il film La voce della luna): Gli eremiti del deserto (Quodlibet, pagine 144, euro 14,00), conduce il lettore, soprattutto quello postsecolare, ovvero colui che guarda con disincanto al mondo, a riscoprire la capacità mistica di quegli uomini che abbandonarono il mondo per cercare Dio in solitaria. Anche qui i numeri ci parlano di un popolo: solo nel deserto etiope se ne contavano 600, mentre 5000 erano quelli stimati nella regione di Alessandria d’Egitto.

I padri del deserto divennero in tal modo presenze magnetiche per il popolo (Ilarione ad esempio godeva di una fama in tutto l’Oriente al punto che «non riusciva a restare nascosto, troppi lo conoscevano per sentito dire o di persona ») in termini di aiuti, miracoli e capacità di diventare ponti con il divino. Con una caratteristica di preciso 'anti-carrierismo' ecclesiastico che ha dei tratti davvero curiosi e interessanti. Ammonio, quando lo volevano fare vescovo della città, prese un paio di forbici e si tagliò un orecchio: «Vedete che non posso esser vescovo, perché la legge vieta di fare sacerdote chi è senza un orecchio ». Ma la gente tornò alla carica e lui arrivò a dire che si sarebbe anche tagliato la lingua se avessero provato a farlo salire alla dignità episcopale. 

Anche quando si parla di padri si scovano elementi di grande modernità: leggendo episodi della vita di Antonio, si scopre che essi consideravano le tentazioni di carattere sessuale come le meno pericolose, mentre il tarlo della superbia era il pericolo da cui l’anima maggiormente deve guardarsi.
avvenire

Turismo sessuale e sfruttamento in crescita


Vent’anni di impegno sembrano persi sul fronte della lotta all’abuso dei minori nel turismo globale e a confermarlo è uno studio, il maggiore finora sull’argomento, diffuso nei giorni scorsi sotto il patronato Onu da Ecpat International, organizzazione specializzata nel contrasto alla pedofilia che ha sede nella capitale thailandese Bangkok. Quella dello sfruttamento sessuale di bambini da parte di turisti e viaggiatori è una problematica in crescita nonostante l’impegno di organismi internazionali, gruppi locali e governi. A rafforzarla una serie di circostanze, in parte legate al recente sviluppo socio-economico di diverse aree, in parte alle caratteristiche locali dei paesi dove lo sfruttamento è più radicato. Con un contributo in negativo della criminalità informatica. Oltre 70 iniziative di tutela dei minori e studiosi si sono associati per fornire nel Global Study on Sexual Exploitation of Children in Travel and Tourism (Studio globale sullo sfruttamento sessuale dei bambini nei viaggi e nel turismo) l’immagine precisa e scioccante della problematica «da cui non è immune alcuna area del pianeta». 
«Con questo testo abbiamo ora a disposizione la maggior banca dati disponibile sull’argomento e il risultato principale è che, nonostante 20 anni di duro lavoro, lo sfruttamento è cresciuto a una velocità superiore ai tentativi di fermarlo», ricorda Dorothy Rozga, direttore esecutivo di Ecpat (End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes), che ha coordinato il rapporto. «Con un’evoluzione – precisa – nella tipologia di chi abusa. Oggi chi sfrutta sessualmente i minori durante viaggi o soggiorni di varia durata e scopo non sono più tanto maschi bianchi, occidentali, benestanti e di media età, ma individui che provengono da ogni settore sociale e fascia d’età; non sempre pedofili conclamati, ma individui per cui l’abuso è solo occasionale, opportunista». Contribuiscono a questa nuova situazione principalmente due fattori: la relativa economicità dei viaggi e le nuove tecnologie. Queste ultime che supportano insieme la conoscenza e condivisione delle destinazioni più opportune e condizioni di maggiore anonimità. 
«Un elemento che li accomuna – ricorda Dorothy Rozga – è la ridotta possibilità per chi abusa di essere arrestato, condannato e punito. Non a caso i colpevoli di reati sessuali preferiscono paesi con legislazioni approssimative e scarso impegno nella loro applicazione. Paesi dove più concreto è il senso di impunità». «Ricercare natura e obiettivi di questi cambiamenti – avverte il rapporto – è urgente». In Medio Oriente e Africa settentrionale gli autori citano come elementi che favoriscono lo sfruttamento i conflitti in corso, la condizione subordinata della donna in molte culture; anche tradizioni come il 'matrimonio temporaneo' che offrono la possibilità di abusi senza formalmente infrangere la legge religiosa. Paesi poveri dell’America Latina e dell’Asia meridionale che già hanno una pessima reputazione, vedono un ulteriore sviluppo del turismo straniero ma anche interno. Insomma, una situazione in evoluzione che «rende difficile tracciare l’origine di chi abusa e la loro destinazione – dice lo studio – e la distinzione tra paesi di origine e di destinazione va sfumando». L’Europa, un tempo nota per essere fonte principale del turismo pedofilo, sta emergendo ora come destinazione, soprattutto per quanto riguarda alcune nazioni centrali e orientali del continente che mancano di una legislazione adeguata a tutela dei minori. 
Come ricordato da Kirsten Sandberg, a capo del Comitato per i diritti dei bambini dell’Ufficio dell’Onu per i Diritti umani, l’esplosiva crescita dei viaggi nell’ultimo ventennio è stato un incentivo alla sfruttamento, con oltre 1,1 miliardi di turisti nel 2014 contro i 527 milioni del 1995. «Paesi che vanno sperimentando ora un flusso di visitatori mirato allo sfruttamento sessuale, come Moldavia, Portogallo e Ucraina, vedono il turismo come un settore con fantastiche potenzialità economiche – sottolinea Mark Capaldi, ricercatore-capo di Ecpat –. Tuttavia è molto difficile modificare la cattiva reputazione di una paese che venga individuato come ospitale per il turismo sessuale e pedofilo». L’esempio della Thailandia è illuminante. Non solo resta la difficoltà di inquadrare il problema all’interno e di comprendere come Ong e governo possano contrastare sfruttamento e abusi, ma ogni tentativo di limitare il problema porta a una diffusione in paesi limitrofi. Come dimostrano i casi di Laos, Cambogia e Vietnam, che vanno emergendo come paesi meta di turismo pedofilo. 
Ovviamente, turismo sessuale, prostituzione minorile e traffico di esseri umani sono sovente connessi. Un altro caso-limite è quello filippino, con 100mila bambini stimati dall’Unicef che ogni anno si aggiungono alla disponibilità di questo particolare 'mercato', vittime anche di corruzione e malaffare che incentivano la prostituzione nell’incapacità delle autorità di garantire diverse prospettive di vita, ma anche legalità e protezione. Il Sud-Est asiatico, che oltre alle Filippine include anche Thailandia, Indonesia e Malaysia è hub globale di questa forma di sfruttamento e chiamata in causa è anche una 'industria' locale tradizionalmente rilevante. Dal rapporto emergono altri dati significativi, come quello che occorre guardare oltre gli stereotipi. Porre l’enfasi infatti solo sui turisti occidentali attivi sessualmente in località finora note per essere loro aree di azione, ad esempio, può celare altri rischi. «Molti indizi indicano che gli uomini di provenienza asiatica sono più interessati di altri ad abusare di bambini, cercando ove possibile la verginità», indica ancora lo studio di Ecpat, e «le nazionalità di chi abusa tendono sempre più a rispecchiare la consistenza dei flussi turistici provenienti da Giappone, Cina popolare, Taiwan, Singapore Malaysia, Hong Kong, Corea del Sud. Con ancora una presenza consistente di australiani, statunitensi, britannici e altre nazionalità europee». 
In questo la Thailandia, definita 'calamita globale' di turismo sessuale, ora con il 70 per cento di turisti di origine asiatica, guida una doppia tendenza. La prima, la diversificazione delle località di maggiore consistenza del fenomeno, dalle 'tradizionali' Bangkok e Pattaya a altre, come la settentrionale Chiang Mai e la meridionale Hat Yai: una che accoglie soprattutto visitatori malesi e singaporeani, l’altra seconda aperta all’afflusso di cinesi. Una 'decentralizzazione' problematica: «Le Ong locali – segnala il rapporto Ecpat – suggeriscono che mentre è ancora possibile individuare minori vittime di sfruttamento sessuale a Bangkok, questi sono molto meno visibili e più a rischio in località meno battute. Occorre anche guardare oltre lo scopo dello studio e ricordare, come fa Ecpat, che la maggior parte degli abusi sui minori, ha radici nell’abito familiare, di vicinato, incentivati o comunque poco sanzionati dalle legislazioni e dalle tradizioni locali. Questo spiega anche perché per la maggior parte non vengono denunciati e le vittime subiscono pressioni per non denunciare o vengono tacitate da vergogna e discredito, colpevolizzate per avere subìto. Per questo spesso costrette a cercare un destino diverso, lontano da casa, nei luoghi della prostituzione locale o del turismo sessuale.
avvenire

Rio2016 Olimpiadi Brasile la torcia pronta per attraversare tutti gli stati per viaggi turismo

Tra le prime tappe dell’itinerario, la capitale Brasilia, Caldas Novas e Chapada dos Guimarães.

fonte: gist.it
Prima di accendere la fiamma durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2016, il 5 agosto, la torcia olimpica attraverserà 335 città appartenenti a tutti gli Stati del Brasile. Il viaggio è iniziato il 21 aprile scorso a Olympia, in Grecia, luogo in cui sono nate le Olimpiadi. Dopo un breve itinerario attraverso il territorio greco, e in particolare ad Atene, la torcia raggiungerà la capitale del Brasile, Brasilia, il 3 maggio.
La prima parte del lungo itinerario vedrà protagonista l’area Centro-Occidentale del Paese, seguita da Sud-Est, Nord-Est, Nord e Sud. Nel corso della staffetta la torcia verrà portata da circa 12.000 tedofori e percorrerà 10.000 miglia. Il simbolo olimpico attraverserà 83 comuni scelti come “città celebranti” tra cui le 27 capitali degli Stati brasiliani e il Distretto Federale.
Brasilia: Scoprire la bellezza di una città pianificata
Brasilia, meta di studio degli architetti e appassionati di design di tutto il mondo, è un vero e proprio museo a cielo aperto. Le linee sinuose di Oscar Niemeyer e il sorprendente impianto urbanistico firmato da Lúcio Costa sono presenti in tutti i suoi monumenti, edifici pubblici, parchi e anche nel paesaggio della capitale del Brasile.
Si tratta principalmente di una destinazione per il turismo culturale, ma la città vanta anche una vocazione sempre più forte per i settori business e tempo libero, e offre la possibilità di praticare ecoturismo e turismo d’avventura spostandosi solamente di pochi km dal centro urbano.
Brasilia è una città pianificata e ospita attrazioni turistiche di forte richiamo come la Esplanada dos Ministérios, la più ampia area di edifici pubblici della capitale, la Praça dos Três Poderes, il Congresso Nazionale, il Palácio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica, la Cattedrale e il Palazzo Alvorada. Per il tempo libero invece spiccano il Parque da Cidade, il Lago Paranoá con i sui locali e ristoranti lungo la riva, e il Pontão do Lago Sul. Anche l’Ermida Dom Bosco è un luogo ideale per godersi la natura, in particolare al tramonto.
Il Ministero del Turismo ha investito circa 23,8 milioni di Reias in infrastrutture turistiche e lavora costantemente per rendere la capitale un importante centro richiamo nazionale ed internazionale. L’ultimo intervento, che ha avuto grande impatto in occasione della Coppa del Mondo, ha riguardato segnaletica turistica in tre differenti lingue presso le principali attrazioni turistiche. Un’altra opera di particolare importanza è stata la ristrutturazione del Centro de Convenções Ulysses Guimarães, che ha reso Brasila una tra le sedi principali per assistere a eventi e spettacoli.
Da Brasilia, la torcia proseguirà verso Anapolis, Goiania e Caldas Novas, situate nello stato di Goiás.
Caldas Novas – la culla delle sorgenti di acqua calda in Brasile
Le acque calde di Caldas Novas rendono la città tra le le più popolari destinazioni turistiche dello Stato di Goiás. Caldas Novas ospita il più grande complesso di acque termali del pianeta, con un fiume, piscine e fonti d’acqua riscaldate naturalmente, arricchite dalla presenza di una spiaggia artificiale.
La città offre grandi attrattive agli appassionati di danza e musica. Le feste si svolgono in varie strutture della città, che si accende una gioiosa atmosfera appena cala la sera. Bar, ristoranti e locali ospitano abitualmente esibizioni di musica dal vivo e offrono l’ottima cucina locale a base di pesce e frutta. Il peixe na telha, specialità locale, viene servito nella maggior parte dei ristoranti.
La città ospita 100.000 strutture alberghiere, è raggiungibile con voli regolari e riceve 3 milioni di turisti ogni anno.
Ecoturismo – I migliori percorsi per ammirare la natura
La steffetta della torcia olimpica attraverso l’area Centro-occidentale del Paese toccherà anche destinazioni davvero speciali per l’ecoturismo.
Nello stato del Mato Grosso, il celebre simbolo dell’evento sportivo più atteso del mondo toccherà quattro destinazioni: Várzea Grande, Chapada dos Guimarães, Nobres e la capitale, Cuiabá. I turisti presenti al passaggio della torcia potranno ammirare le bellezze naturali dello Stato brasiliano sede di tre dei cinque biomi del Brasile: Cerrado, Pantanal e Amazzonia.
Tra le immense risorse naturali del Mato Grosso, una riserva ambientale custodisce il maggiore tra gli altopiani del Brasile: il Parco Nazionale Chapada dos Guimarães, un insieme di meraviglie paesaggistiche dove contemplare le innumerevoli specie di flora e fauna del Cerrado.
Il parco fa parte del bacino del Alto Paraguai, dove si origina il fiume Cuiabá, uno dei principali affluenti del Pantanal, altra imperdibile attrazione dello Stato. La capitale Cuiabá è una delle principali porte di accesso al Pantanal, considerato il primo sito al mondo per ricchezza di risorse naturali.
Chapada dos Guimarães
Situato a 35 km da Cuiabá, il Parque da Chapada è sede di un paesaggio naturale incredibile che attira turisti nazionali e internazionali. Chi visita questa destinazione può ammirare le incredibili vette e le valli della regione. Secondo la Secretária de Estado e Desenvolvimento l’area ospita 487 cascate distribuite in un’area disseminata di siti archeologici e paleontologici.
Nel Mato Grosso do Sul, lo Stato confinante, la torcia attraverserà otto città. Tra queste, la capitale Campo Grande. Gli amanti della natura potranno approfittare della vicinanza di Bonito, a 250 km dalla capitale, per ammirare da un’imbarcazione l’incontro delle acque del Rio Sucuri con il Rio Formoso. Si può vedere una grande varietà di pesci colorati grazie alla trasparenza delle acque dal fiume Sucuri, davvero incredibile.
Bonito è un luogo imperdibile per chi ama il contatto con la natura. Qui si possono praticare immersioni, discesa in corda doppia, equitazione, passeggiate, ma anche ammirare splendide cascate e assaporare la cucina regionale, per cui viene utlizzato generalmente il forno a legna.
Vengono organizzati safari di osservazione della fauna selvatica, passeggiate a cavallo immersi nella vegetazione lussureggiante, gite in canoa al tramonto, escursioni nella foresta alla ricerca di un contatto ancora più stretto con la natura.
Gli alberghi nella zona offrono pacchetti di 3-5 giorni che solitamente includono una guida per le escursioni, pasti e in alcuni casi anche il trasferimento dall’aeroporto alla struttura.

Vino Cantine aperte in Trentino Alto Adige

Sabato 28 e domenica 29 maggio torna l’appuntamento “Cantine aperte” con eventi, degustazioni e visite alle aziende vinicole e ai vigneti. In tutta Italia si aprono al pubblico le porte delle più prestigiose cantine e delle aziende produttrici che aderiscono al turismo enologico, in grado di abbinare il viaggio e le visite alla conoscenza del territorio attraverso il vino. Nella regione del Trentino Alto Adige, che ha una lunga tradizione enologica, sono coinvolte nell’evento numerose cantine storiche, oltre a due distillerie e ad un frantoio, che si potranno visitare salendo a bordo dell’Enobus, un autobus gratuito in funzione dalle 10 alle 18 tra cantine e masi. Oltre alle visite e alle degustazioni, molte aziende propongono anche eventi legati al vino, spettacoli, corsi e appuntamenti ludici. 
Tra le cantine collegate con l’Enobus ci sono Endrizzi, casa vitivinicola dal 1885 a san Michele all’Adige, in provincia di Trento, dove alle 11.30 c’è una degustazione guidata dei vini più premiati della cantina e, all’ora di pranzo, una gustosa proposta gastronomica. Per i visitatori sono stati allestiti mercatini con specialità alimentari trentine, laboratori per bambini e animazioni con spettacoli. Il costo della visita è di 10 euro a persona. La cantina La Vis, a Lavis, propone di conoscere l’azienda Cembra, cantina di montagna di Cembra Lisignago, e il maso Franch, dove si degustano per 8 euro vini dei produttori dell’associazione “Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”. Si visitano la cantina e il vigneto e si degustano le eccellenze enogastronomiche anche nel maso Poli, sempre a Lavis, che a fine giornata propone un lungo aperitivo musicale. Il costo, in questo caso, è di 10 euro.
L’elenco delle cantine è davvero lungo e le proposte sono davvero allettanti; tra queste ci sono la Cantina Roverè della Luna Aichholz, a Roverè della Luna, sempre in provincia di Trento, che apre le sue porte per degustare i vini migliori, dal nuovo Vervè Trentodoc Brut Millesimato 2012 al Traminer Aromatico Doc Trentino 2015 e al Lagrein Doc Trentino Vigna Rigli 2013. Sono previste anche visite guidate alla scoperta dei vitigni più rappresentativi della cantina e del territorio. Il costo della visita varia dai 5 ai 10 euro. La più alta tra le aziende trentine, Arunda in provincia di Bolzano, organizza visite e degustazioni in abbinamento agli speck altoatesini; anche la Cantina Mori Colli Zugna apre al pubblico con una degustazione di vini e di prodotti gastronomici dei soci della “Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”, e con una mostra d’arte allestita presso l’enoteca. Il maso Toresella di Cavit, a Sarche di Calavino, in provincia di Trento, oltre alle degustazioni permette di assistere allo spettacolo teatrale gratuito Genesi di un primato. Alle Cantine Mezzacorona Rotari ci sono molti spettacoli ed attività ludiche per i bambini e degustazioni e visite alle cantine per i genitori al costo di 5 euro. Per le visite alle cantine Ferrari di Trento è necessaria la prenotazione, che prevede la visita al vigneto Alto Margon e alla villa Margon e, in cantina, di assistere al rito del sabrage, il colpo di sciabola alle bottiglie Maximum Brut. Il costo è di 15 euro.
La manifestazione “Cantine aperte” permette anche di visitare la distilleria Marzadro, a Nogaredo, con degustazioni della grappa Anfora e di una selezione di tre riserve invecchiate in botti, grappe abbinate al cioccolato italiano Domori per un costo di 5 euro. L’altra distilleria è Bertagnolli con una visita guidata gratuita e una degustazione organizzata dall’azienda agricola Mas dela Fam di Trento. Borgo dei Posseri, in località Ala, propone invece una degustazione gratuita seguita da un percorso multisensoriale che porterà gli ospiti all’interno di alcuni gazebo immersi nelle vigne. Infine, c’è la visita al frantoio Bertamini, ad Arco, per scoprire le caratteristiche organolettiche dell’olio del Garda.
Per informazioni: www.mtvtrentinoaltoadige.it
ansa
segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone - Turismo Culturale

Viandanza, viaggiare a piedi per conoscersi

E' dedicato a tutti coloro che hanno avuto il coraggio o l'incoscienza di scegliere il cammino come altro modo di stare al mondo, sposando la filosofia della condivisione, della gratuità, dell'apertura all'incontro: Viandanza, il libro di Luigi Nacci edito da Laterza, è un inno alla gioia di scoprirsi pronti a un'esistenza semplice e piena di poetiche meraviglie grazie ai piedi e alla loro forza di portarci ovunque la mente e il cuore scelgano di andare.
La via Francigena o il cammino per Santiago sono molto più che semplici strade che ogni anno migliaia di persone percorrono: quelle strade rappresentano vie maestre per conoscere se stessi, prima ancora che il mondo, un "luogo" infinito di ricerca per guardarsi dentro (guardando anche il fuori che ci circonda) con altri occhi. Occhi nuovi, più luminosi, che non sono ansiosi di trovare la meta, ma solo di esplorare e vivere il viaggio in una autentica "viandanza" (termine che lo stesso autore ha inventato). Il punto infatti non è semplicemente camminare tanto per fare un passo dopo l'altro, ma predisporsi a una rivoluzione interiore.
"Dentro ognuno di noi c'è Abele. La nostra parte nomade, il deserto in cui abbiamo vagato e che poi, divenuti stanziali, abbiamo rinnegato. E' il baratro sul quale non vogliamo affacciarci", scrive Nacci. Ecco perché per viaggiare ci vuole coraggio. Non capita spesso infatti di riuscire a perdere le proprie certezze, di preferire la fatica al posto alle comodità per godersi poi il gusto della scoperta, di prendersi il giusto tempo per sentirsi vivi, assaporando con lentezza ogni emozione. Se l'obiettivo è costruire sogni con la mente e con gli occhi, allora neppure la lingua ha più importanza: viandante diventa sinonimo di camminatore, pellegrino, nomade, transeunte, anche migrante perché no. Ciò che conta è vivere storie antiche con la consapevolezza del "qui e ora", e non avere paura del caos o del fallimento, ma stringere in mano la certezza di riuscire a rialzarsi.
Scritto con un linguaggio evocativo che introduce alla particolare condizione emotiva del viaggio, il libro sollecita continuamente il lettore attraverso domande antiche che rimandano alla condizione dell'uomo, alla sua fragilità, al suo desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Sullo sfondo di splendidi paesaggi e strade che mai trovano una fine, c'è la poesia che prende per mano il viandante: Nacci con la sua Viandanza fa viaggiare e riflettere, portandoci alla scoperta di ciò che siamo stati e che forse, un giorno, potremmo diventare.
LUIGI NACCI, VIANDANZA. Il cammino come educazione sentimentale (Editori Laterza, pp.142, 14 Euro).
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Apre Biennale Architettura, 65 paesi

 Con la presenza di 65 Paesi, di cui cinque presenti per la prima volta, è stata aperta la tre giorni di vernice della Biennale d'Architettura di Venezia. "Reporting from the front", questo il titolo della 15/a edizione della mostra, è diretta da Alejandro Aravena e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La rassegna, che sarà aperta al pubblico da sabato 28 maggio a domenica 27 novembre 2016, ai Giardini e all'Arsenale di Venezia, vede la partecipazione di new entry come Filippine, Lituania, Nigeria, Seychelles e Yemen. Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, è stato affidato al team TaMassociati composto da Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso.
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Ponte 2 giugno, italiani pronti a partire tra mare ed Europa

Italiani pronti a partire per il ponte del 2 giugno, che, meteo permettendo, si annuncia come il primo lungo week end d'estate. A raccontarlo sono le prenotazioni on line di voli e soggiorni, che, dicono i principali operatori, sono in aumento rispetto allo stesso ponte dello scorso anno (+17% voli per eDreams e trend positivo anche per l'Osservatorio di Volagratis).
    Quasi la metà di chi è in partenza sceglie l'Italia (40%), con mare e grandi isole in testa. Per loro, regina della Festa della Repubblica quest'anno è infatti la Sicilia, con gli scali di Catania e Palermo avamposto per quattro giorni tra mare, buona tavola e arte. Bene anche la Sardegna mentre tra le città spiccano Milano e Roma. Più del 50% degli italiani in partenza trascorrerà però il ponte del 2 giugno in Europa. Le più ambite si confermano le tre capitali ''classiche'': Londra, Parigi e Barcellona. Ma in quanto a paese, complici temperature, bel tempo e spiagge, per tutti gli operatori è la Spagna per ora a fare meglio (27%,3 delle prenotazioni per lastminute.com, seguita da Francia, Germania, Uk, Grecia), con Ibiza, che in alcuni casi batte persino Amsterdam, e poi Tenerife.
La vera novità di questo ponte, poi, dicono da volagratis.com, è Bucarest che, grazie anche ai prezzi competitivi dei voli (costo medio 67 euro), registra un +41% delle prenotazioni. Bene anche le crociere, soprattutto nel Mediterraneo occidentale (56%) dove si punta ancora verso la Spagna, con Venezia porto di partenza preferito per quasi la metà dei viaggiatori, seguito da Genova e Civitavecchia. Se solo il 7% degli italiani, come dice eDreams, opteranno invece per una meta più lontana, la destinazione preferita per chi vola oltreoceano si conferma New York, ma fanno molto bene anche San Pietroburgo e Mosca.
Per chi ancora ha le idee confuse, ecco qualche proposta, senza allontanarsi troppo:
STORIA E RELAX - Celebrare la Festa della Repubblica nella residenza termale di Ferdinando I de' Medici. Accade a Fonteverde, Resort dell'Italian Hospitality Collection, tra l'originale architettura rinascimentale e piscina a sfioro sul paesaggio della Val d'Orcia. Ai Bagni di Pisa si soggiorna invece nell'ex dimora estiva del Granduca di Toscana, Francesco Stefano di Lorena, oggi resort termale, con pacchetti 2 giugno tra cena nel lussuoso ristorante Dei Lorena e massaggio alla foglia d'ulivo. E ancora, sempre dell'IHC, Grotta Giusti, villa ottocentesca con la grotta termale naturale più grande d'Europa. www.italianhospitalitycollection.com
COME JAMES BOND - Amanti della guida sportiva e delle auto d'epoca? A due ore da Milano, The Chedi Andermatt dei Leading Hotels of the World offre l'occasione di guidare la Morgan Plus 4, la mitica decapottabile inglese prodotta tra il 1950 e il 1969, lungo il Furka Pass. Proprio come l'agente 007 in Missione Goldfinger. In Italia, fughe on the road d'antan anche con Slow Drive, che per il 2 giugno riserva tariffe speciali per noleggio di bolidi storici come Alfa Spider, Roadster inglesi, Maggiolini cabriolet, Fiat 500 e Mini Cooper. Nel kit vintage, anche guantini da guida e occhiali da sole stile Dolce Vita. www.chediandermatt.com  www.lhw.com  www.slowdrive.it
TRA BICI E FITNESS - Se ai motori preferite le gambe, short break al mare con un occhio alla linea al Verdura Resort, del gruppo Rocco Forte Hotel, con i Verdura Cycling: 4 itinerari per scoprire in bicicletta le bellezze naturali e storiche della costa meridionale della Sicilia. Bici a contatto con la natura anche al Parkhotel Holzner di Renon, dei Familienhotels Alto Adige/Suedtirol, che nel pacchetto quattro notti conta anche deposito per l'attrezzatura sportiva, RittenCard per i bus, ingresso ai musei, serata buongustai e massaggio a fine giornata. All'Excelsior Dolomites Life Resort di S. Vigilio di Marebbe (BZ) si va invece tra fiori di camomilla, arnica, lavanda, genziana, rosa selvatica e calendula con il Summer Feeling, programma che unisce cultura e natura ladina, con due pacchetti: fit e vital, con escursioni guidate e ginnastiche di gruppo, e fitness e training outdoor, tra tiro con l'arco e tour in mountain bike. www.roccofortehotels.com; www.familienhotels.com;www.myexcelsior.com
A TUTTO BENESSERE - Se l'arrivo dell'estate è l'occasione per rimettersi in forma, sono da provare gli effetti di ginestra e girasole alla Spa del Borgobrufa Resort, in Umbria. Ma c'è anche il fascino dell'oro bianco della Val Venosta, il marmo di Lasa, alle Terme di Merano con un peeling base di crema nutriente con granulato fine di mandorle e polvere di marmo. O il pacchetto depurativo Alchimie di primavera allo Sport e Kurhotel Bad Moos di Sesto, in Alta Pusteria, tra si inizia con lo scrub di farina gialla, sali del Mar Morto, lemon-grass e olio di mandorle, bagni Himalaya con acqua sulfurea, rituale drenante con alghe della Bretagna e impacco depurativo alle erbe. www.borgobrufa.it   www.termemerano.it   www.badmoos.it
ROMA e MILANO - Parata lungo i Fori Imperiali da non perdere per chi il ponte lo passerà nella capitale. Ma se invece avete perso Expo2015, Milano riapre le porte dell'area con focus su sport e cultura. Per dormire, scegliete il ritmo del vostro week end, tra il Me Milan Il Duca, 5 stelle dall'anima decisamente rock con aperitivo sul Radio Rooftop Milan. O con il LHW Grand Hotel et de Milan, a pochi passi dal Duomo e dal Teatro della Scala, un tempo dimora del Maestro Giuseppe Verdi.www.melia.com  www.lhw.com www.grandhoteletdemilan.it
PER GLI INCONTENTABILI - Due chicche: visitare Innsbruck, metropoli nel cuore delle Alpi, i suoi palazzi affrescati, settecenteschi, fuggendo anche tra le sue montagne, con l'avveniristica funicolare realizzata dall'archistar Zaha Hadid, scomparsa poche settimane fa. Direttamente dal centro storico, si arriva in quota in soli 20 minuti. Oppure, nella regione di Hall - Swarovski - Watten, a pochi chilometri dal confine, visita alle Camere delle Meraviglie dei Mondi di Cristallo Swarovski, con opere dei più importanti designer internazionali. www.innsbruck.info  www.hall-wattens.at  www.swarovski.com/kristallwelten

Turismo: a Jesolo ombrelloni si aprono a energia solare

 Nessuno fino ad ora ci era mai riuscito: aprire e chiudere gli ombrelloni senza nessuna fatica e addirittura con un semplice comando fatto partire da una applicazione scaricata sul proprio smarthphone o iPhone. E con un meccanismo alimentato con l'energia arrivata dal sole. Ci ha pensato lo stabilimento Balneare Manzoni di Jesolo, nella parte orientale dell'arenile, che in questa estate 2016 sarà il primo ad avere i suoi ombrelloni automatizzati con apertura e chiusura ad energia solare.
ansa

Turismo: ventesimo compleanno per Borsa città d'Arte

 Novanta tour operator da 40 Paesi saranno i protagonisti della ventesima edizione della Borsa del Turismo delle 100 Città d'Arte d'Italia, in programma a Bologna dal 27 al 29 maggio. Il centro di quello che è il più consolidato appuntamento italiano dedicato alla promozione e commercializzazione del turismo d'arte e cultura sarà sabato, con un workshop che ruoterà intorno ai tour operator, che incontreranno in appuntamenti prefissati oltre 400 imprenditori dell'offerta.
    L'appuntamento - presentato nella sede della Regione Emilia Romagna dall'assessore al turismo, Andrea Corsini, insieme al direttore regionale di Confesercenti, Stefano Bollettinari, al direttore del centro studi turistici, Alessandro Tortelli, e a Luca Lorenzi, Deputy Regional Manager Centro Nord di UniCredit (che ha sostenuto anche la Borsa 2016) - vedrà anche l'organizzazione di cinque educational tour dedicati agli operatori che permetteranno di scoprire diversi aspetti dell'Emilia-Romagna, dalla 'Bologna segreta' a Parma 'Città della musica, della gastronomia e dello shopping' fino a Ferrara e Montefeltro.
    Dalla prima edizione, nel 1997, alla Borsa del Turismo delle 100 Città d'Arte d'Italia hanno partecipato oltre 1900 tour operator provenienti da molte parti del mondo (con una presenza particolarmente significativa da Europa, America e Asia); oltre 7500 sono stati i seller provenienti da tutte le regioni d'Italia. In questi vent'anni sono stati più di 50mila i contatti commerciali realizzati, per un valore stimato di oltre 20 milioni. I nuovi Paesi presenti nel 2016 sono Serbia, Colombia, Corea del Sud, Lettonia, Kazakistan e Thailandia.
    (ANSA).

Dall'Irlanda al Gange, 20 viaggi che fanno bene allo spirito

Da Santiago di Compostela a San Giovanni Rotondo, dall'Irlanda al Gange: ecco 20 dei pelligrinaggi più famosi, con i consigli di Skyscanner sui prezzi, attraverso luoghi carichi di simbologie e significati, per chi vuole concedersi una pausa di riflessione e scoperta, un viaggio per lo spirito, ripercorrendo la storia e le tradizioni di regioni antiche del mondo. 
Pellegrinaggio a Fatima
Cominciamo con Fatima, in Portogallo, uno dei luoghi fondamentali del culto mariano che si lega alle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli, Lucia, Francisco e Jacinta, e che attira ogni anno un numero sempre più consistente di fedeli. L'area del Santuario comprende la Basilica, bellissima in stile neobarocco e realizzata dell'architetto Joao Antunes, il Recinto delle Preghiere e la Cappella delle Apparizioni. Per chi ne avesse la possibilità, val la pena allontanarsi un pochino da Fatima e andare a vedere il Castello di Ourém, a Tomar, Patrimonio dell’Umanità.Riguardo all’organizzazione del viaggio, il mese più economico per volare in Portogallo è novembre quando i prezzi dei voli sono di oltre il 28% più bassi rispetto alla media, ma anche prenotando con 19 settimane di anticipo rispetto alla partenza si riesce a risparmiare circa il 20%.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per il Portogallo (dati Skyscanner 2015): 208 euro
Viaggio a Medjugorje
Spostiamoci nei Balcani per un altro luogo mariano: Medjugorje, in Bosnia Erzegovina. Nella chiesa di Jakov, San Giacomo, si può assistere a celebrazioni in diverse lingue e si può pregare nella Cappella dell’Adorazione. La prima apparizione della Madonna a sei ragazzi in questi luoghi risale al 1981: da allora i fedeli sono sempre più numerosi e molti operatori turistici organizzano dei veri e proprio tour che portano alla scoperta di posti molto belli nelle vicinanze del Santuario, come Mostar e le cascate di Kravice. Imperdibile Dubrovnik, che è in Croazia, ma dista solo due ore di macchina da Medjugorje.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per la Bosnia Erzegovina (dati Skyscanner 2015): 299
Pellegrinaggio in Terra Santa
Questo è un luogo magico: la Terra Santa è una terra di incroci e di culture e non subirne il fascino è praticamente impossibile. Conviene ripercorrere i luoghi biblici organizzando un itinerario che faccia spaziare da Gerusalemme a Nazareth, dalla Samaria alla Valle del fiume Giordano, da Hebron a Betlemme. Ci vorrà più di un weekend per fare tappa nei principali luoghi del Cristianesimo e dedicare il giusto tempo a questi posti carichi di spiritualità e pieni di bellezze, in cui fede e storia si intrecciano. 
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per Israele (dati Skyscanner 2015): 293 euro
Viaggio a Lourdes
Spostiamoci in Francia per sostare a Lourdes, forse il più noto tra i Santuari mariani a livello internazionale: qui la fede incontra la natura, con le belle chiese e le silenziose cappelle immerse nel verde, che diventano luoghi d'elezione per la meditazione religiosa. Si può cominciare il giro con le Grotte Massabielle, in cui la Vergine è apparsa per la prima volta nel 1858 a Bernadette Soubirous. Poi, proseguire con la visita al complesso di Notre-Dame di Lourdes, che include la Basilica Superiore, la Basilica del Rosario e la Basilica di San Pio X, sotterranea, una più bella dell'altra. Si possono visitare anche la casa di Bernadette, Le Moulin Lacadé, e il museo ad essa dedicato. Novembre è il mese più economico per volare in Francia, con prezzi in media del 12% più economici. Tuttavia, prenotando con 16 settimane di anticipo, il risparmio può aggirarsi sul 7% rispetto al costo medio del volo.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia (dati Skyscanner 2015): 157 euro
Pellegrinaggio a Loreto
Anche in italia non mancano i luoghi di culto. Uno dei più frequentati è Loreto, nelle Marche. Questa è la sede della Basilica della Santa Casa, iniziata alla fine del 1400 e terminata nel 1755, con la realizzazione del campanile ad opera di Vanvitelli. Bramante, Andrea Sansovino e Giuliano da Sangallo sono solo alcuni degli artisti che hanno partecipato ai lavori e oggi la basilica è un vero gioiello: oltre ad essere bellissima, secondo la tradizione cattolica questo posto affonda le sue radici a Nazareth, ricollegandosi direttamente con la casa di Maria in Terra Santa.
Viaggio a San Giovanni Rotondo
Restiamo in Italia e scendiamo lungo lo stivale fino alla Puglia: siamo a San Giovanni Rotondo, città che custodisce le spoglie di San Pio da Pietrelcina in una splendida Basilica, la cui realizzazione è stata curata da Renzo Piano. A San Giovanni Rotondo sono diverse le strutture legate al frate cappuccino e ogni luogo è intriso di misticismo e solennità. Siamo all'interno del Parco Nazionale del Gargano, per cui dopo la preghiera ci si può immergere nella bellezza e silenzio della natura. Per chi volesse raggiungere la Puglia in aereo, la buona notizia è che i voli nazionali per questa regione sono in media dell’8% più economici dal 2013 a oggi. Inoltre, prenotando un volo nazionale con circa 1 mese di anticipo il risparmio è di circa il 17,4% rispetto al costo medio del biglietto.
Pellegrinaggio a Santiago di Compostela
E ora gambe in spalla e scarpe comode: si parte per il Cammino di Santiago, un pellegrinaggio che tutti conoscono per il fascino che sa esercitare sui fedeli e non solo. Fin dal Medioevo questo percorso veniva intrapreso dai pellegrini di Francia e Spagna per raggiungere il santuario di Santiago de Compostela, dove si troverebbe la tomba di San Giacomo. Per l'importanza di questo storico cammino e per la bellezza dei territori attraversati, le strade francesi e spagnole dell'itinerario sono state dichiarate Patrimonio UNESCO. Il simbolo dei pellegrini è una conchiglia, che segna il tracciato da seguire, poiché tradizionalmente i fedeli portavano una conchiglia al collo o cucita su abiti e cappelli. Finisterre è la tappa finale del Cammino ed è un posto incredibile, difficilmente descrivibile a parole, anche per l'emozione che si prova una volta giunti là: la tradizione vuole che si brucino i vestiti indossati durante il tragitto e si faccia un bagno purificatore nell'oceano. Per la pianificazione del viaggio è bene tener presente che il miglior momento per prenotare un volo per la Spagna è 8 settimane prima della partenza con un risparmio di circa il 13% rispetto al prezzo medio. Inoltre, il mese più economico per viaggiare risulta maggio, quando i prezzi sono di quasi il 18% più economici.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per la Spagna (dati Skyscanner 2015): 189 euro (Santiago di Compostela – 221 euro)
Viaggio ad Assisi
Torniamo in Italia per esplorare un luogo di culto legato al Patrono del Bel Paese, San Francesco. Assisi, sua città natale, è diventata simbolo e veicolo di quello che fu il suo cittadino più illustre: San Francesco predicava povertà e pace, fratellanza e solidarietà. La Basilica di San Francesco è una perla preziosa tanto da punto di vista religioso, poiché custodisce le spoglie del Santo, quanto da quello artistico, visto che ospita, tra gli altri, i bellissimi affreschi di Giotto. Inoltre Assisi è una cittadina incantevole, come lo è l'intera provincia di Perugia.
Pellegrinaggio ad Echmiadzin, Armenia
Voliamo ora a Echmiadzin, l'antica capitale armena, per un pellegrinaggio molto sentito e sempre più scelto dai turisti religiosi perché proprio l'Armenia adottò per prima il Cristianesimo come religione di stato, con San Gregorio l’Illuminatore, e istituì la propria Chiesa Apostolica Armena, dissociandosi dalle altre chiese cristiane dopo il Concilio di Calcedonia. Non si può che lasciarsi conquistare dagli antichi monasteri millenari scavati nella roccia e dai mille tesori artistici e culturali di una delle più antiche chiese orientali!
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per l’Armenia (dati Skyscanner 2015): 400 euro
Viaggio a Roma
Roma, con la Città del Vaticano e la splendida Basilica di San Pietro, è chiaramente una meta d'elezione. Qui si possono ammirare anche le altre tre basiliche papali: la Basilica di San Giovanni in Laterano, quella di San Paolo fuori le mura e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Poiché sono Basiliche Maggiori, tutte e quattro hanno la Porta Santa, aperta quest'anno per il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Attenendosi ai riti prescritti si può ottenere l'indulgenza plenaria. Inutile dire che sono capolavori artistici di valore inestimabile, assolutamente da visitare. Per risparmiare oltre il 17% del costo medio di un volo nazionele, in base allo studio di Skyscannerconviene prenotare con circa 1 mese di anticipo rispetto alla data di partenza.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per Roma (dati Skyscanner 2015): 99 euro
Pellegrinaggio al Sito Monastico di Clonmacnoise, Irlanda
Nella verdeggiante Irlanda, il sito monastico di Clonmacnoise conquista i propri visitatori a prima vista: raggiungibile anche dal fiume Shannon, sul quale sorge, questo è un sito archeologico molto importante, oltre ad essere un luogo di preghiera e di turismo, raggiunto ogni anno da parecchi fedeli. La storia di questo complesso di chiese, croci celtiche ed edifici di culto, risale a tempi antichissimi: a fondarlo fu San Ciarán, vescovo irlandese discepolo di San Diarmuid e San Finnian di Clonard. In novembre i voli verso l’Irlanda sono di quasi il 28% più economici rispetto al costo medio annuale, ma anche prenotando con 10 settimane di ancticipo si riesce a risparmiare oltre il 13%. Costo medio di un volo a/r dall’Italia (dati Skyscanner 2015): 189 euro
Viaggio a Nagasaki, Giappone
Testimonianza del culto mariano in Giappone, la Cattedrale di Urakami, a Nagasaki, è un posto tutto da vivere: qui è custodita la Madonna di Nagasaki, una testa lignea ispirata a un quadro di Murillo e ritrovata sotto le macerie della cattedrale dopo l’esplosione della bomba atomica sulla città, il 9 agosto 1945. Pare che la statua fosse stata donata alla comunità giapponese da San Massimiliano Kolbe nel 1930. Questa terra, in cui la storia è passata in maniera così brutale,invita al contempo alla preghiera e alla riflessione.
Per organizzare un viaggio low cost in Giappone è bene giocare d’anticipo: se si prenota il volo 20 settimane prima della partenza, si può risparmiare più del 7% sul costo del volo.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia verso il Giappone (dati Skyscanner 2015): 647 euro
Pellegrinaggio in PoloniaNon potevamo non consigliare la culla dei santuari mariani, la Polonia, sulle tracce di Giovanni Paolo II, che tanto ha amato la Vergine Maria e la sua terra. Imprescindibile il Santuario di Jasna Gora, a Czestochowa, dove si conserva il Quadro Miracoloso della Madonna Nera con Bambino, che pare sia stato realizzato dall’Evangelista Luca. Meritano una visita anche Wadowice, la bellissima città natale di Karol Wojtyla, a poca distanza da Cracovia, e Zakopane, amatissima dal Pontefice, che si situa nella parte settentrionale dei Monti Tatra ed è un vero incanto.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia alla Polonia (dati Skyscanner 2015): 177 euro
Viaggio a Praga, Statua lignea del Bambino Gesù
La famosa statuetta in legno e cera del Bambino Gesù, nota in tutto il mondo, è custodita nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Praga, la bella capitale della Repubblica Ceca. Il Gesù Bambino di Praga è venerato da tantissimi fedeli che giungono qui per chiedere al Signore, in particolare, la grazia di avere un figlio. Una volta a Praga non si può poi certo fare a meno di ammirare le belle strade della città, le sue chiese e i suoi ponti, le sue piazze nordiche e un'architettura che fonde elementi moderni a tratti classici. Il miglior momento per prenotare un volo verso l’affascinante capitale della Repubblica Ceca è 19 settimane prima della partenza, quando si risparmia il 24% rispetto al costo medio del volo. Curiosità: in Italia, ad Arenzano, in Liguria, si trova il Santuario del Bambino Gesù di Praga, direttamente collegato alla tradizione di Praga.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per Praga (dati Skyscanner 2015): 161 euro
Pellegrinaggio in Messico, Santuario di Nostra Signora di Guadalupe
Il bellissimo Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, in Messico, è una meta fondamentale del culto mariano a livello mondiale: qui nel 1531 la Virgen Morena apparve a Juan Diego, un indio azteco convertito al cristianesimo. Da allora il flusso di fedeli è ininterrotto e il Santuario, che sorge sul monte del Tepeyac a Città del Messico, è diventato il principale riferimento cattolico di tutta l'America Latina. Per i viaggiatori più attenti al budget, il mese più economico per volare in Messico è febbraio, quando si può risparmiare quasi il 20% rispetto al costo medio del biglietto aereo.
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per il Messico (dati Skyscanner 2015): 864 euro
Viaggio a Banneux, Belgio, Madonna dei Poveri
Spostiamoci ora in Belgio, a Banneux, un bellissimo borgo nei pressi di Liegi, sulle Ardenne. Qui si venera la Vergine dei Poveri in seguito ad otto apparizionidella Madonna a Mariette Beco nel 1933. Pare che, dopo le apparizioni, si registrarono qui anche molte guarigioni miracolose. Oggi la cittadina è meta di moltissimi pellegrini: il rito prevede che si beva acqua da una sorgente indicata dalla Vergine proprio durante una delle sue apparizioni. Da qui si può proseguire verso Liegi, e poi in esplorazione della resto del territorio belga. Prenotando un volo per il Belgio con 17 settimane di anticipo si può risparmiare fino un terzo del prezzo medio del biglietto. Costo medio di un volo a/r dall’Italia per il Belgio (dati Skyscanner 2015): 129 euro
Pellegrinaggio in India
Se c'è un pellegrinaggio che da sempre esercita fascino e meraviglia è sicuramente quello in India, sulle rive del Gange. I Rishi, Buddha,Siddharta, il Mahatma Gandhi: questo angolo di mondo induista ha una spiritualità incredibile, che trasuda ovunque, nelle strade e tra i palazzi, e quando ci si trova di fronte agli edifici religiosi si resta senza fiato, sembra di essere a un passo dal divino. Percorrendo il Gange, si può fare tappa nella città sacra di Haridwar e poi a Allahabad, città simbolo dell’induismo, per arrivare a Varanasi, uno dei posti più solenni e mistici dell'India intera. Infine, Calcutta sarà la destinazione finale che, con le sue mille contraddizioni, sarà occasione di riflessione e raccoglimento. Costo medio di un volo a/r dall’Italia verso l’India (dati Skyscanner 2015): 623 euro
Viaggio a Vadstena, Svezia
Nella contea dell'Östergötland, in Svezia, andiamo a visitare Vadstena e il Monastero di Santa Brigida, un bellissimo monastero cistercense fondato dalla Santa stessa e sede del suo Ordine. La cittadina medievale è bellissima, sorge sul Lago Vattern ed è dominata da un castello rinascimentale conservato in maniera eccellente, capace di avvolgere i visitatori in un'atmosfera davvero fiabesca. Per cercare di raggiungere la Svezia al prezzo più conveniente basta prenotare con 8 settimane di anticipo: il risparmio è di circa il 18% rispetto al costo medio del volo. 
Costo medio di un volo a/r dall’Italia per la Svezia (dati Skyscanner 2015): 224 euro
Pellegrinaggio lungo la Via degli Abati
Torniamo in Italia per percorrere la splendida Via degli Abati, un itinerario francigeno di montagna che collega Pavia con Pontremoli passando per il Monastero di San Colombano a Bobbio. Sono posti bellissimi, intrisi di spiritualità e natura, che fanno scoprire luoghi inaspettati e meravigliosi dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il tracciato si snoda attraverso sentieri panoramici e mulattiere e i tratti su strade asfaltate sono pochissimi, limitati alle vicinanze dei centri urbani più importanti.
Viaggio a Mosca e San Pietroburgo, le radici della tradizione ortodossa
Andiamo infine alla ricerca delle radici della tradizione ortodossa, in Russia. A Mosca, nella meravigliosa Piazza Rossa, si può ammirare la Cattedrale di San Basilio che, con le sue cupole colorate e luminose è Patrimonio dell'umanità, nonché principale riferimento ortodosso della città. Altrettanto belle sono la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato e la Cattedrale di Sant'Isacco, a San Pietroburgo, entrambe simbolo di una religiosità molto sentita. Tra Mosca e San Pietroburgo sono davvero molte le chiese ortodosse da scoprire, ognuna svelerà storie lontane e mostrerà tesori artistici di grande importanza. 
Costo medio di un volo a/r dall’Italia verso la Russia (dati Skyscanner 2015): 331 euro (Mosca 292 euro, San Pietroburgo 276 euro)
ansa