L'Ospedale delle bambole da bottega a museo

Le bambole vecchie e rotte potranno avere una seconda vita. Accade a Napoli, nei locali delle restaurate scuderie di Palazzo Marigliano, dal 21 ottobre sede definitiva dell''Ospedale delle Bambole'. Un vero e proprio ospedale dotato di pronto soccorso, di corsie di degenza attrezzate con mini lettini e di reparti di specialistica: dall'oculistica all'ortopedia passando per la sala gessi. A curare le bambole dalle loro ferite e dai loro acciacchi dovuti all'età ci saranno il primario Tiziana Grassi, le sue assistenti, ma anche i bambini che potranno, una volta indossati i piccoli camici colorati situati all'ingresso dell'ospedale, aiutare le dottoresse a riparare gambe, braccia, occhi, a risistemare parrucche e ogni altra 'operazione' necessaria per far rivivere le bambole. Ma l'Ospedale accoglie anche peluche in un'apposita area veterinaria.
"In un ospedale - ha detto la dottoressa Grassi - c'è sempre bisogno di assistenza e i bambini saranno i miei paramedici. Finalmente, dopo venti anni, grazie a questo spazio possiamo far vedere tutto quello che abbiamo conservato con amore e con passione". L'Ospedale è un museo-bottega che si sviluppa su 180 metri quadri ed ospita una collezione centenaria di bambole, burattini, giocattoli d'epoca e pastori, catalogati per tipologia, provenienza e periodo storico. Lo spazio sarà aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 18 e nel periodo natalizio anche la domenica. Chi vorrà visitare l'Ospedale verserà un contributo di 3 euro che aumenterà leggermente se si vorrà indossare il camice, entrare in corsia e aiutare le dottoresse ad aggiustare le pazienti.
L'Ospedale si configura come un vero e proprio laboratorio di restauro dedicato alla cura e alla conservazione di un patrimonio culturale che per la sua unicità ha contribuito a caratterizzare la memoria storica di Napoli. L'Ospedale infatti nasce dall'eredità familiare della famiglia Grassi e dalla bottega storica di Luigi Grassi, padre di Tiziana, che per anni ha richiamato l'attenzione e la curiosità al civico 81 di via San Biagio dei Librai, a pochi passi dalla nuova sede dell'Ospedale delle Bambole. Lo spazio apre le porte anche alla collaborazione con altri artigiani attraverso 'Il Banco dell'Ospitalità'. La prima collaborazione è con l'orafo napoletano Gustavo Renna che ha realizzato per l'Ospedale una collezione di collane, bracciali e anelli che custodiscono in montature aperte o a scrigno foto di bambole antiche o degli stessi componenti della famiglia Grassi mentre sono all'opera. A completare lo spazio, ci sarà anche 'La Stanza delle meraviglie' che sarà completata per il Maggio dei Monumenti 2018 e che riprodurrà in scala ridotta la storica bottega di famiglia.
ansa

Nove percorsi alla scoperta dell'oro verde "Camminata tra gli olivi" del 29 ottobre

CAGLIARI - Nove percorsi diversi attraverso i paesaggi legati alla storia e alla cultura dell'oro verde per celebrare la giornata nazionale della "Camminata degli olivi" in programma domenica 29 ottobre.
    I territori interessati sono quelli di Berchidda, Bosa, Escolca, Giba, Ittiri, Riola Sardo, Santadi, Uri e Usini. Nove passeggiate (dai due ai cinque chilometri) dedicate alle famiglie e agli appassionati che si concluderanno in un frantoio, un'azienda olivicola o un palazzo storico dove ai partecipanti sarà offerta una degustazione. "Abbiamo raccolto con entusiasmo l'invito dell'associazione nazionale Città dell'olio, che in Sardegna comprende 30 Comuni, perché crediamo che la valorizzazione dei nostri territori inizi dalle comunità e da ciò che sanno fare - ha detto l'assessora al Turismo Barbara Argiolas, alla presentazione dell'appuntamento di domenica prossima - e la Camminata è un'occasione per riscoprire angoli delle nostre campagne".
    "Obiettivo dell'iniziativa - ha aggiunto il presidente dell'Associazione nazionale Città dell'Olio, Enrico Lupi - è la valorizzazione della produzione olivicola di qualità, sosteniamo chi cura e chi visita questi luoghi perché rappresentano un investimento per il futuro economico e turistico del nostro Paese e quindi della Sardegna".
    Nell'Isola sono 30 i Comuni che aderiscono alle "Città dell'olio". "Per l'occasione hanno aderito un terzo dei soci - ha sottolineato il sindaco di Santadi e coordinatore regionale delle Città dell'Olio, Elio Sundas -. Il mondo rurale e le produzioni agricole occupano un posto sempre più importante nel dibattito politico, e riteniamo che un evento del genere serva anche per dare un segnale sul versante della lotta allo spopolamento".
    Le camminate sono finanziate dalla Città dell'Olio, "noi non abbiamo messo un euro", ha precisato Argiolas. E neanche gli altri due assessorati (Agricoltura ed Enti locali) che patrocinano l'evento. Solo i Comuni interessati hanno versato un piccolo contributo.
ansa


Botero, classicità e memoria del Sud America. A Verona oltre 50 opere del maestro colombiano


VERONA - Dalla rivisitazione dei 'Coniugi Arnolfini' o della 'Fornarina' ai celebri nudi e alle nature morte, la produzione di Fernando Botero è al centro di una grande mostra allestita dal 21 ottobre al 25 febbraio a Verona, negli spazi di Amo-Palazzo Forti. Esposte oltre 50 opere, in grado di sintetizzare il lungo percorso creativo del maestro colombiano, che quest'anno ha festeggiato con una serie di rassegne il suo ottantacinquesimo compleanno e il mezzo secolo di carriera. Intitolata semplicemente 'Botero', l'importante esposizione è una co-produzione del Gruppo Arthemisia e MondoMostre Skira, mentre la curatela è stata affidata a Rudy Chiappini, che in stretta collaborazione con l'artista ha messo a punto una straordinaria selezione di capolavori, dagli esordi agli ultimi decenni.
I corpi smisurati, le atmosfere fiabesche e fantastiche dell'America Latina, l'esuberanza delle forme e dei colori, l'ironia e la nostalgia: la pittura di Botero non sta dentro un genere, pur esprimendosi attraverso la figurazione, ma ne inventa uno proprio e autonomo. Proprio attorno ad esso il maestro, nel corso del tempo, ha saputo quindi sviluppare e far crescere una poetica capace di abbracciare e trasformare qualunque suggestione, dalle tradizioni, antiche e moderne, del Sud America agli influssi dell'arte classica europea, ben conosciuti e metabolizzati da Botero sia nella tecnica pittorica sia nella composizione della scena e infine in certi soggetti. Senza mai però rinunciare alla sua personalissima cifra. Suddivisa in una decina di sezioni, la mostra veronese parte degli esordi, quando per Botero il primario riferimento è costituito dalla grande arte precolombiana e dal barocco coloniale, oltre ovviamente alla pittura muralista messicana assai nota anche in Colombia.
Ispirato da Orozco, Rivera e Siqueiros, il suo obiettivo è ridestare lo spirito delle origini e della storia. L'universo dell'arte di Botero è però assai più complesso di ciò che appare, come testimoniano opere quali i 'Coniugi Arnolfini', 'Fornarina, aprés Raffaello' e 'Cristo crocifisso', vale a dire le versioni rivisitate da antichi maestri. Uno degli elementi caratterizzanti della sua pittura consiste infatti nella capacità di coniugare mirabilmente quella cultura latino-americana delle origini, alimentata dall'iperbole e dal gusto del fantastico, con la civiltà visiva occidentale, in particolare Giotto, Piero della Francesca, Leonardo, Mantegna, Velazquez, Goya, studiati nei viaggi compiuti negli anni '50. A questi maestri si aggiungeranno nei decenni successivi Durer e Rubens, Manet e Cezanne. E se il percorso espositivo lascia largo spazio alle nature morte, ispirate in gran parte proprio alla produzione del maestro post-impressionista, uno dei centri della rassegna sono i famosi nudi, in cui Botero raggiunge un perfetto equilibrio tra le forme, i concetti e le nostalgie. Le forme devono conquistare armonicamente gli spazi e i concetti trovano l'opportuna traduzione nei risultati espressi sulla tela. La nostalgia poi costituisce un mirabile valore aggiunto, perché trasferisce il clima favolistico delle vicende narrate nel sogno perduto dell'infanzia, magico recupero di un paesaggio smarrito. Basti pensare alla naturale sensualità di 'Donna seduta', opera del 1997, che si presenta in tutta la sua elegante opulenza o alla protagonista de 'Il bagno' (2002), le cui matronali fattezze riempiono di luce carnale lo spazio angusto.
ansa

La siccità manda in secca anche i laghi alpini in quota

Un fenomeno usuale in primavera, quando i pendii sono innevati e i rigagnoli all’asciutto o ghiacciati. Una rarità d’autunno, stagione solitamente di piogge e di torrenti ricchi d’acqua per lo scioglimento estivo dei nevai. In alta valle Varaita, come nel resto della Granda, non piove da settimane. Così, il livello del lago di Pontechianale si è abbassato di oltre 20 metri e sono riemersi i resti di borgata Chiesa, la frazione che nel 1942 fu sommersa dal bacino artificiale idroelettrico: gli abitanti furono trasferiti in nuove dimore a borgata Maddalena, poco più a monte. 

STALLE E SCALINATE  
L’antico gruppo di baite si trova all’incirca a metà del lago, fra la diga di borgata Castello e il capoluogo. Restano basamenti e pezzi di muri in pietra, travi portanti, manufatti in cemento, volte a botte che erano stalle e cantine, le tracce di scalinate.
IL CAMPANILE  
«A ridosso dell’attuale livello dell’acqua – dice Alberto Barra, un residente – c’era la vecchia chiesa parrocchiale e mi risulta che si veda ancora il basamento del campanile. Il resto è crollato negli Anni ’60, mentre prima, quando il lago era in secca, riaffiorava in tutta la sua altezza. Alcuni metri più in su ci sono le vecchie case, che erano edifici grandi per ospitare famiglie numerose. Borgata Chiesa era circondata da campi e pascoli e ci stavano i nuclei più facoltosi e benestanti». 

Fra il fango grigio e le pietre del fondo del lago, oggi fuori dall’acqua, si vedono anche resti di vecchie scalinate che servivano per muoversi nella borgata dove, secondo gli anziani, abitavano 4-500 persone.  

La diga di Pontechianale, realizzata fra gli Anni ’30 e ’40 del secolo scorso ed inaugurata nel 1942 è di proprietà dell’Enel. La riserva d’acqua viene usata per la produzione di energia elettrica ed è collegata a un impianto a turbine che sorge a Casteldelfino.  

«Per l’Enel – dice il guardiano dello sbarramento, Antonio Ellena –, anche se il livello è più basso del solito, non cambia nulla. Il limite dell’acqua credo sia sceso di oltre 20 metri rispetto alla capienza usuale, ma la profondità che resta dovrebbe essere intorno ai 40 mt. Ogni giorno scendiamo di alcuni cm, a seconda di quanti metri cubi vengono fatti uscire nelle tubature. Da ieri, ci siamo abbassati di 2 cm, altri giorni sono 4 o 5. La capienza totale del bacino artificiale è di oltre 11 milioni di metri cubi». 

«Non è normale che il lago sia così basso – dice il sindaco Oliviero Patrile – e così c’è gente che viene su per vedere la vecchia borgata». 

Teresa Cerato, di Pancalieri (To), ieri era in visita alla «Pontechianale sommersa» con il marito: «Siamo venuti apposta per ammirare quello che resta delle vecchie case, perché ci hanno detto che si tratta di un evento raro». 

Turismo: Toscana, 'patria' turismo sostenibile

 Non basta la ricerca di "più turisti", ma la nuova frontiera del turismo in aree particolarmente gettonate come la Toscana è quella della diversificazione dell'offerta e dell'organizzazione di un turismo che riesca a far scoprire le aree più suggestive della Regione o che soddisfi le scelte "verticali" di visitatori sempre più esigenti e attenti alla sostenibilità, evitando il fenomeno dell' "overturism" in alcune città e zone della Toscana. Durante i mesi estivi, il rapporto residenti-turisti a Firenze, ad esempio, diventa di circa due a uno e 3 turisti su 4 si concentrano ad Accademia, Uffizi e Palazzo Pitti. La Firenze Card ha incoraggiato la visita ai musei considerati 'minori' ma è diventata anche uno strumento per saltare le code (anche se solo da una minoranza, dato che in media gli utilizzatori visitano almeno 6 musei). Sono questi, ad esempio, alcuni dei principali risultati di una ricerca presentata all'edizione 2017 di Sharing Tuscany, il seminario di approfondimento sui principali trend del turismo internazionale organizzato da Regione Toscana Toscana Promozione Turistica come anteprima al Buy Tuscany. La ricerca, unica nel suo genere, analizza i movimenti dei turisti a Firenze provando a capire dove si concentrano nei vari momenti della giornata, quanti effettivamente affollano la città, da dove provengono e dove vanno dopo, quanto si fermano e cosa visitano durante il loro soggiorno. Lo studio prova a fare una fotografia quanto possibile accurata sui comportamenti dei visitatori a Firenze utilizzando come base i dati delle tracce digitali e quelli provenienti dalle reti mobili. Il gruppo di studio, che fa parte del programma di Data Science for Social Good avviato dall'Università di Chicago nel 2013, ha deciso di scegliere Firenze considerando le peculiarità e l'impatto che il movimento turistico ha generato nel suo centro storico negli ultimi anni. Dati raccolti grazie alla partnership con Toscana Promozione e alla collaborazione con il Comune di Firenze. "Un utilizzo di questi dati - ha commentato l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo - permetterebbe ad esempio ai musei, e ad altri luoghi di grande interesse turistico, di gestire in modo migliore i flussi durante la giornata, di decongestionare i momenti di punta e di creare un sistema per dare questo tipo di informazione al pubblico e cercare così di indirizzarli verso i luoghi meno affollati. Ad esempio attraverso la creazione di app o dando informazioni sul web per suggerire itinerari alternativi, con vantaggi reciproci. Oppure per pianificare al meglio la visita in determinati luoghi minimizzando i tempi di attesa".
ansa

Turismo: a Sant'Agata Feltria caccia al tartufo con i cani


RIMINI, 12 OTT - A sud di Rimini, tra le Valli del Marecchia e del Savio, Sant'Agata Feltria (Rimini) è un suggestivo borgo dell'entroterra romagnolo che dai suoi boschi trae un alimento prezioso: il tartufo bianco pregiato.
Il Tuber Magnatum Pico, detto in termini scientifici, si trova dalla fine dell'estate al primo inverno, dalla pianura fino a un'altitudine di 600 metri, in terreni con rilevante umidità. Il tartufo di Sant'Agata Feltria viene addirittura festeggiato tutte le domeniche di ottobre con una Fiera Nazionale che rende unico ogni angolo del paese. Appuntamento il 15, 22 e 29 ottobre con profumi e sapori tra degustazioni, stand gastronomici che propongono non solo tartufo, ma anche altri prodotti tipici autunnali dell'Appennino romagnolo, spettacoli itineranti e una divertente gara con i cani da tartufo.
E proprio per chi vuole provare l'emozione della "caccia" al tartufo con i cani e per team building aziendali è stato pensato un pacchetto soggiorno che prevede anche un'uscita di due ore nei boschi, con l'adeguata attrezzatura, in compagnia di un esperto tartufaio e del suo fidato cane. Un'esperienza unica, cui segue - una volta rientrati - la degustazione del prelibato tubero.

ansa

Sisma: Castelli, appello liceo artistico a favorire studenti

CASTELLI (TERAMO) - Salvare un liceo di eccellenza, pieno di storia ma all'avanguardia, l'Artistico "Grue" di Castelli, borgo terremotato alle pendici del Gran Sasso in provincia di Teramo, depositario di una tradizione di quattro secoli nell'arte ceramica: primo obiettivo "rilanciare le iscrizioni per dare una chance al sistema economico e all'indotto del paese".Questo l'appello che arriva dalla dirigente scolastica, Eleonora Magno, in vista della ripresa delle lezioni del nuovo anno scolastico, prevista per mercoledì 6 settembre.
La presa di posizione anche in seguito alla flessione delle iscrizioni a causa dell'emergenza terremoto del Centro Italia del 2016-2017, aggravata dalle nevicate del gennaio scorso che hanno messo in ginocchio il centro montano. Gli iscritti al primo anno, come benvenuto, avranno in dote un assegno di 1.000 euro, da spendere per libri di testo e altro materiale didattico. A dispetto di una difficile situazione, tuttavia, la preside del liceo "Grue" non demorde: ribadisce "l'eccellenza dell'offerta formativa" dell'istituto che dirige e annuncia di voler "vivere quest'anno scolastico come quello del riscatto".
La dirigente evidenzia anche "la necessità di dotare in tempi stretti il territorio di una struttura ricettiva, per favorire la residenzialità in pianta stabile degli studenti, e anche di un servizio di trasporto locale più assiduo ed efficiente".
"Ce l'aspettavamo, le iscrizioni al primo anno sono state inevitabilmente penalizzate dai recenti eventi sismici e dall'apprensione che hanno generato, a cui si è aggiunta la grande nevicata - premette - ma siamo fiduciosi che a breve risaliremo la china".
"Questo liceo rappresenta un'eccellenza, possiede ampi spazi e moderni laboratori, con tecnologie avanzate, come la stampanti 3d e la stampante fotoceramica - rimarca la Magno - La teoria e la pratica ripercorrono una tradizione antica di secoli, ma guardano al futuro e sono incentrate sull'innovazione per formare esperti di design molto richiesti dal mercato".
L'importanza del "Grue" è stata negli anni dovuta alla sua capacità di trasmettere l'arte ceramica alle nuove generazioni, ma la scuola ha avuto un ruolo chiave anche nell'innovare l'arte stessa, come ha dimostrato la mostra "La tradizione del futuro", che ha chiuso i battenti da qualche giorno, e che ha ripercorso stili, poetiche e contaminazioni attraverso le creazioni di maestri, allievi e artisti che hanno reso celebre la scuola della maiolica artistica di Castelli.
Un'importanza, oggi, ancor più amplificata dagli effetti disastrosi del terremoto: basti ricordare i 10 laboratori di ceramica su 20 del centro storico a oggi inagibili e chiusi, i danni riportati da una quindicina di fabbriche della ceramica nella zona industriale.
Tutto questo mentre la ricostruzione post-terremoto stenta a decollare: nel centro storico sono ancora 45 le unità abitative inagibile classificate "E", ovvero con danni strutturali, a seguito del sisma del 2009, a cui se ne sono aggiunte altre 20 dopo le scosse più recenti.
Le famiglie sfollate sono oggi complessivamente più di 70, metà delle quali da oltre 8 anni. Inevitabilmente si è registrata, negli ultimi anni, una flessione delle presenze turistiche e, dunque, della clientela dei laboratori e botteghe in attività.
La dirigente fa notare che "in questo scenario il nostro appello è che si favorisca la residenzialità degli studenti del nostro liceo, che per la sua eccellenza può ambire a di intercettare un'utenza internazionale, non solo localizzata all'Abruzzo teramano".
"Abbiamo valutato due ipotesi: la prima è quella di utilizzare le abitazioni agibili e massima sicurezza sismica, messe a disposizione dai proprietari con convenzioni ad hoc - spiega - La seconda è la realizzazione di una struttura ex novo calibrata alle nostre esigenze, adiacente al liceo. Intervento risolutivo che potrebbe essere finanziato con i fondi a favore delle aree interne".
"Poi è necessario, come più volte da noi richiesto, di attivare un servizio di bus navetta con il fondovalle, fino al terminal di Villa Vomano, dove transitano in particolare gli autobus provenienti da Teramo, dall'Aquilano e dalla costa adriatica", continua ancora.
"L'arte ceramica di Castelli - evidenzia la dirigente - è un patrimonio culturale e anche economico dell'intero paese e il nostro liceo è decisivo sia per la trasmissione dei saperi che per il ricambio generazionale nei laboratori e nelle botteghe".
"La ricostruzione post-sismica passa anche per il liceo 'Grue', che non può essere abbandonato al suo destino" conclude.
ansa

All'Umbria 'Oscar' del turismo web


Puntando su tradizione e innovazione, cordialità e comfort, l'Umbria del turismo riesce a far presa sugli utenti del web. Tanto da risultare la regione italiana più "accogliente", con un sentiment positivo pari al 94,7 per cento, e la terza tra quelle "più amate dagli stranieri", con l'87,5% di recensioni positive. "La qualità delle strutture ricettive umbre, il contatto umano e personale che sanno proporre, l'enogastronomia, il paesaggio e l'ambiente formano un mix ideale" ha sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore al Turismo Fabio Paparelli.
Dati e riconoscimenti che arrivano da Ttg Incontri di Rimini, la più grande fiera del settore del turismo B2B, nell'ambito della quale si è tenuta la seconda edizione del premio Italia destinazione digitale, organizzato da Travel Appeal, la startup partecipata da H-FARM che monitora e analizza in tempo reale i dati online del settore travel dedicati agli operatori del turismo. "Oscar" assegnati dopo una delle più grandi analisi mai compiute su come è percepita e quindi recensita online l'offerta turistica italiana dai viaggiatori e dagli utenti di tutto il mondo. Sono state infatti prese in considerazione ed elaborate a livello semantico, grazie al sistema di intelligenza artificiale di Travel Appeal, oltre 7 milioni di recensioni online (un milione in più rispetto alla prima edizione del premio) apparse sui canali Booking.com, Tripadvisor, Expedia, Google e relative a più di 200 mila strutture ricettive tra alberghiere, extralberghiere e appartamenti (+85% rispetto all'analisi del 2016). Sei le regioni premiate e tra loro l'Umbria, come "la più accogliente".
Paparelli ha sottolineato come il premio sia "frutto di un grande lavoro di squadra portato avanti dagli operatori del comparto con il sostegno della Regione che in questi anni ha predisposto dei bandi ad hoc per migliorare l'offerta turistica elevandone la qualità dei servizi".
"Anche sul piano delle politiche per il turismo - ha sottolineato il vice presidente della Regione - siamo impegnati per migliorare la qualità dell'offerta ricettiva. La nuova legge regionale e la strategia dell'accoglienza a essa legata sarà calata sulle esigenze del singolo soggetto. Puntando appunto su tradizione e innovazione".
Riguardo al 'podio' ottenuto tra le regioni più amate dagli stranieri, Paparelli ha sottolineato che "l'Umbria si conferma anche in questo ambito". Inghilterra, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti dove il cuore verde d'Italia risulta più apprezzato.

ansa

Turismo: scoprire Bologna d'autunno fra arte e buon cibo. Numerose le mostre in corso fino ai primi mesi del 2018

BOLOGNA - Sono numerosi gli appuntamenti autunnali per gli appassionati di arte in corso a Bologna. A Palazzo Pallavicini, in via San Felice, fino al 21 gennaio c'è la mostra 'Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara': con 130 opere, è un'esposizione tra le più importanti sulla produzione del fumettista (ingresso 13 euro). A Palazzo Pepoli, in via Castiglione, grazie a una nuovissima realtà virtuale si può invece passeggiare per le strade del Medioevo, salire su una delle tante torri (all'epoca) di Bologna, trovarsi faccia a faccia con personaggi storici. Questa Macchina del Tempo permette il primo viaggio nella Bologna medioevale, fino al 7 gennaio, a 13 euro.
In via Saragozza, Duchamp, Magritte e Dalì sono i protagonisti della mostra internazionale di Palazzo Albergati dedicata agli artisti che hanno rivoluzionato l'arte nel Novecento: con loro anche Ernst, Tanguy, Man Ray, Picabia, Pollock e molti altri (14 euro, fino all'11 febbraio). C'è poi il colorato allestimento a Palazzo Fava, in via Manzoni, che vede arrivare a Bologna 68 opere tra le più significative della pittura muralista messicana provenienti dai più importanti musei (fino al 18 febbraio, 13 euro). Al Mambo, via Don Minzoni, fino al 12 novembre c'è 'Anime. Di luogo in luogo': 25 opere, installazioni di cui due esposte per la prima volta in Europa, di Christian Boltanski (6 euro). Ed ancora, è visitabile fino al 31 ottobre la mostra multimediale più vista al mondo, 'Van Gogh Alive', dedicata alla vita e alle opere dell'artista, nell'ex Chiesa di San Mattia in via Sant'Isaia.
Bologna, tappa importante lungo la bimillenaria Via Emilia, è una destinazione perfetta per un week end di autunno anche oltre i tour artistici. L'antica Bononia è unica per i suoi portici, le torri antiche del centro, i canali d'acqua segreti che in alcuni scorci ricordano addirittura un po' Venezia (in via Capo di Lucca e via Piella e davanti al Museo del Patrimonio Industriale nel quartiere Navile). Ma è anche la città delle osterie e del buon cibo: passeggiando nella zona medioevale, fra le Due Torri, Piazza Maggiore, Piazza Santo Stefano, s'incontrano tanti piccoli locali caratteristici, in vicoli pedonalizzati e sotto palazzi meravigliosi, animati fino a tarda sera, botteghe tipiche, il Mercato di Mezzo e il Mercato delle Erbe. Il consiglio è di girare a piedi e fermarsi magari in una delle tante gelateria artigianali. Proprio appena fuori città, ad Anzola Emilia, c'è il Museo del Gelato: si trova nella sede della storica azienda Carpigiani e si possono seguire corsi e laboratori di gelato.
Un altro tour interessante è Genius Bononiae, che si snoda fra i palazzi storici. E se si ha poco tempo si può salire sul Red Bus, che accompagna con guida i turisti, volendo fino al panoramico Santuario di San Luca.
ansa

Calabria, 800 chilometri costa per il paradiso del sailing

CATANZARO  - Con i suoi cinque parchi marini e gli 800 chilometri di costa, la Calabria è candidata ad essere uno dei più rari paradisi terrestri al mondo, e le spiagge bianche con le scogliere che precipitano in mare contribuiscono a questa narrazione. Ultimo lembo di terra della penisola italiana, protesa nel cuore del Mediterraneo offre il suo fascino e il suo mistero a tutti i viaggiatori che decidono di percorrerla, per mare e per terra e, per che no, coniugando le due alternative con percorsi organizzati da chi ha deciso di mettersi a disposizione per regalare ricordi indimenticabili. 

LA COSTA VIOLA

Da tempo ormai la Calabria, infatti, è meta di turismo charter. Il sailing infatti consente di godere di un binomio mozzafiato: orizzonti sconfinati e riviere da togliere il respiro con le montagne della Calabria che svettano anche innevate in alcuni periodi dell'anno. Navigare a vele spiegate verso paesaggi da sogno e a questi meridiani è possibile farlo anche inserendo nel "pacchetto" un'altra meraviglia: la Sicilia, in un tour che diventa interregionale. 
Vacanze indimenticabili, su imbarcazioni lussuose, moderne e sicure, come quelle di Tempodimare, che da Palmi e Taureana di Palmi riuscirà a mostrare itinerari calabresi e siciliani partendo dal porto di Taureana di Palmi o di Palmi. La Costa Viola vista dalla barca o volendo fare delle escursioni a terra approfittando delle baie o dei porti per approfondire la conoscenza del territorio della provincia di Reggio Calabria comprendente i comuni di Palmi, Seminara, Bagnara Calabra, Scilla e Villa San Giovanni, il tutto vincolato dalle condizioni meteo che la fanno da padrone per una navigazione sicura. La Costa Viola è così definita per il caratteristico colore di cui si ricopre questa area in particolari momenti del giorno, soprattutto al tramonto. Il Monte Sant'Elia fa da cornice, così come il Monte Poro e l'Aspromonte, alla spettacolare costa che in alcuni punti diventa una lunga distesa di sabbia, come la spiaggia della Marina di Palmi, la spiaggia della Tonnara, dove si trova lo Scoglio dell'Ulivo, o la spiaggia di Marina Grande di Scilla con la caratteristica località di Chianalea. Infine Reggio Calabria con il chilometro di lungomare più bello d'Italia, che spazia dalle coste calabresi alla Sicilia, e il museo con i Bronzi di Riace.

CROTONE CITTA' DELLA VELA
Crotone è ormai diventata la "città della vela". La città del Mediterraneo nella quale il cielo perennemente azzurro, il clima caldo e ventoso, il mare cristallino e i servizi offerti dal Club Velico Crotone, dai corsi al charter di barche a vela di ogni genere, offrono una combinazione introvabile in Italia e ormai anche in Europa. In tutte le stagioni. Già perché il Club Velico Crotone chiude solo il 25 dicembre e l'1 gennaio mentre nei Paesi freddi e nel Nord Italia ogni attività d'inverno si ferma in attesa dei primi tepori primaverili. 
La reputazione di "city of sails" che si è guadagnata Crotone è cresciuta grazie alle undici regate nazionali e internazionali che - nell'Optimist, la prima barca per tutti i bambini, nell'OPen Bic, nel Laser, nel 420, nel 470, nel windsurf, nel Kitesurf - si sono disputate a Crotone dal 2013 ad oggi. E' stato un crescendo, fino ai Campionati europei di vela giovanile del 2016 che hanno coinvolto 300 timonieri da 49 nazioni e ai Campionati nazionali giovanili del 2017 ai quali hanno partecipato 1000 atleti. 
Cosa ha reso possibile tutto questo? Quello che per molti sarebbe stato motivo di lamentela. A Crotone c'è un vento sostenuto ma non... insostenibile. Ma il vero punto di forza sono cose e persone. Nel suo mare si allena ormai stabilmente l'olimpionica Silvia Zennaro e i ragazzi vengono da tutto il mondo per la Carnival Race, regata che nel 2018 giunge alla terza edizione e, con i 275 partecipanti da 14 nazioni del 2017, è nella top ten delle regate giovanili più affollate al mondo. Mentre nelle squadre agonistiche crescono giovani campioni che vincono nelle acque di tutta Europa.

ITINERARI DA TROPEA ALLE ISOLE EOLIE
Azzurro Charter è tra le prime società che hanno iniziato ad occuparsi di sailing in Calabria, forse la prima e certamente ha saputo coniugare passione e amore per il mare al futuro. Gli itinerari che prevalentemente i viaggiatori richiedono sono quelli verso le Isole Eolie, dunque Panarea con il suo villaggio preistorico nel promontorio del Milazzese risalente all'età del bronzo, Lipari con le grotte e i faraglioni, Salina con la sua Malvasia, ma, capita che, dopo Scilla, Bagnara e Reggio Calabria, Tropea e Capo Spartivento diventino le mete calabresi richieste. E allora le viuzze di Tropea, i palazzi nobiliari con i loro portali, la terrazza sul mare. Capo Spartivento a Brancaleone, tra i luoghi più a Sud del Sud dove si erge un suggestivo promontorio dominato da un faro, l'imponente e antico Heracleum Promontorium, chiamato poi Erculeum Promontorium, il promontorio di Eracle.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Mondrian protagonista di una mostra interattiva


CUNEO - Il fondatore del neoplasticismo, artista olandese Piet Mondrian, è protagonista di un'installazione interattiva pensata e realizzata secondo i più avanzati sistemi del digitale. Dal 20 ottobre al 1 aprile guiderà i visitatori in un percorso multimediale nel nuovo Spazio Innovazione all'interno della sede della Fondazione CRC, a Cuneo. La mostra "Piet Mondrian Universale - Immersive interactive experience" è frutto di un raffinato progetto sviluppato dal direttore artistico Alessandro Marrazzo e dalla sua equipe.
    Coinvolte oltre venti aziende specializzate in nuove tecnologie e informatica e oltre cento figure professionali. Il risultato, dopo due anni di lavoro, è una tecnologia completamente interattiva e innovativa, che ha consentito la realizzazione dell'area espositiva multimediale d'avanguardia. "C'è chi parla di innovazione e c'è chi la fa toccare con mano. Questa è un'opportunità di far vedere che anche da Cuneo, con un sistema interattivo, si può fare un qualcosa che non si era mai stato visto al mondo - ha detto il presidente della Fondazione Crc, Giandomenico Genta - Investimenti di questo tipo sono positivi per l'intera collettività. Ci aspettiamo un grande numero di visitatori, i quali potranno capire come l'innovazione può far scattare la voglia di cultura".

ansa

I tesori di Palermo nel Gran tour di Google


Tre secoli fa il Gran tour si faceva in carrozza. Oggi i tesori di Palermo possono essere ammirati con le immagini tridimensionali e le riprese digitali.
    Lo ha fatto Google che ha presentato il suo viaggio virtuale al teatro Massimo di Palermo, uno dei gioielli europei della lirica rivisitati con le tecnologie più avanzate. La scelta del Massimo si combina perfettamente, ha detto il sovrintendente Francesco Giambrone, con la nuova concezione dei teatri. Il fatto che Palermo sia una delle quattro città d'arte scelte da Google per il suo progetto (le altre sono Roma, Venezia e Siena) viene interpretato dal sindaco Leoluca Orlando come un riconoscimento alla sua vocazione all'accoglienza. La tappa palermitana del Gran tour digitale è stata presentata da Enrico Bellini, public policy manager di Google. Fino a domenica il pubblico potrà guardare da vicino capolavori ad altissima risoluzione: la Cappella Palatina, il castello della Zisa e tanti altri tesori dell'architettura arabo-normanna, barocca e liberty.

ansa

A Parigi le avanguardie romane del dopoguerra

Quando Roma era al centro del mondo: la Dolce Vita descritta da Federico Fellini, l'inebriamento di libertà, il fuoco della creatività, il caos e la vitalità. Una straordinaria esposizione alla Galleria Tornabuoni Art racconta e fa rivivere tutto questo nel cuore di Parigi, il Marais.
    Era il dopoguerra, dopo la sofferenza e la paura arrivano il boom, la crescita, la frenesia e fra il 1950 e il 1970 Roma diventa un calderone di idee. Nel suo film, Fellini descrisse mirabilmente le atmosfere di quegli anni. "In quell'immagine di Anita Ekberg nella fontana - spiega il gallerista e figlio del fondatore di Tornabuoni Art, Michele Casamonti - c'era il senso di tutta la libertà di creazione che dilagò in città". Tanto che intellettuali e artisti stranieri, soprattutto americani - da Robert Rauschenberg o Cy Twombly - sbarcarono nella Capitale per vivere accanto ai Burri, ai Dorazio e tanti altri, quel momento irripetibile. Trasferendo poi quell'ispirazione della "pop art romana" - cresciuta attorno alla "Scuola di Piazza del Popolo" - nella celebratissima pop art americana.
    Fra i "precursori" della cultura a stelle e strisce, la mostra rende un omaggio speciale a Mimmo Rotella e alle sue celebri "sovrapitture" e a Mario Ceroli con le sue sculture.
    Tano Festa, Franco Angeli, Giosetta Fioroni, Mario Schifano, erano il cuore del gruppo di "piazza del Popolo" in tanti suoi protagonisti precursore anche del modo di vita spesso straziato e tragico di tanti futuri protagonisti del pop americano.
    Non c'era un'unità stilistica, il denominatore comune era l'ispirazione. Poi si passava dagli intrecci pazientissimi delle opere di Piero Dorazio - linee che si intersecano, con colori che si mescolano e curve che si incrociano - al fuoco dell'energia creativa di Burri: "si passa dalla pittura alla scultura - spiega Casamonti - l'idea è quella di caos, vitalità e anticonformismo. Roma era qualcosa di unico e per questo si è ritrovata all'origine di tutte le successive ricerche americane". Un esempio per tutti: le "icone" come Marilyn Monroe divenne successivamente per Andy Warhol erano già per Pino Pascali le immagini dell'iconografia classica, da Michelengelo alla Venere di Botticelli. Lo scultore Mario Ceroli è presente all'esposizione con una sua nota opera che racconta il sentimento di molti: di fronte alla Biennale di Venezia che aveva inondato di premi gli artisti americani, Ceroli protesta. E lo fa con una scultura che è un'aula di scuola, con personaggi e lavagna, tutto in legno. E fra gli allievi a scuola c'è Rauschenberg che guarda e prende appunti, mentre sulla lavagna spicca Alberto Burri.
    Per la prima volta, un'esposizione mette in mostra non un artista o un gruppo di artisti ma una città. Tornabuoni Art vuole continuare su questa strada e completare una prestigiosa trilogia italiana: dopo Roma e la dolce vita, visitabile fino al 20 dicembre, arriverà Milano con il design e lo spazialismo, quindi Torino con la Sperimentazione e l'arte povera degli anni Sessanta.
   
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Concerto / domenica 22 ottobre, alle ore 18.30, nella Sala Bozzetti al Sacro Monte Calvario di Domodossola

La Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario e l’Istituto della Carità, nell’ambito della stagione concertistica 2017, propongono il concerto che si terrà domenica 22 ottobre, alle ore 18.30, nella Sala Bozzetti al Sacro Monte Calvario di Domodossola e che vedrà impegnati,

Simone Margaroli: clarinetto
Andrea Pecelli: violoncello
Federica Zoppis: pianoforte


nell’esecuzione del Trio op. 114 di Johannes Brahms e del Trio op. 11 di Ludwig van Beethoven.

SIMONE MARGAROLI
Ha intrapreso lo studio del clarinetto sotto la guida del M° Gabriele Oglina, ha frequentato le Master Classes del M° Stefano Palli e nel 2003 è stato ammesso al Conservatorio di Milano nella classe del M° Sergio Del Mastro. Nel 2004 ha partecipato alla Rassegna “Giovani Talenti in Concerto” presso la Palazzina Liberty di Milano e nel 2006 si è esibito al Teatro Lingotto di Torino. Ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali, risultando finalista al concorso internazionale per clarinetto tenutosi a Krsko, in Slovenia. Nel 2009 ha conseguito il diploma di clarinetto presso il Conservatorio di Milano. Ha frequentato Master Classes in qualità di allievo effettivo con i Maestri Karl Leister, Alessandro Carbonare e Aleksandar Tasic. Nel 2010 ha ricevuto l’ idoneità per la banda di palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano. Ha suonato in orchestra con importanti direttori quali Umberto Benedetti Michelangeli, Vladimir Ashkenazy, Wolf-Dieter Hauschild, Daniele Giorgi, Arturo Tamayo e Marcello Rota. Nel 2011 è stato membro, in qualità di stagista, dell’Orchestra della Svizzera Italiana (OSI). Si è specializzato presso il Conservatorio della Svizzera Italiana (CSI) di Lugano nella classe di clarinetto del M° Milan Rericha, conseguendo nel 2011 il Master of Arts in Instrumental Music Pedagogy e nel 2014 il Master of Arts in Music Performance. Attualmente è docente di ruolo di Clarinetto nella Scuola Media ad Indirizzo Musicale di Domodossola.

ANDREA PECELLI
Ha compiuto gli studi musicali sotto la guida di Rocco Filippini al Conservatorio “G.Verdi” di Milano ed all’Accademia W.Stauffer di Cremona dove si è diplomato in violoncello con menzione di merito. Dopo aver vinto il Premio Internazionale “Calpurnia” al Festival delle Nazioni di Città di Castello, si è dedicato alla musica da camera, fondando nel 1995 il Milano Cello Quartet. Con tale formazione e come ospite dell’ensemble di musica contemporanea Sentieri selvaggi di Milano, ha effettuato concerti per le maggiori stagioni musicali italiane (Teatro alla Scala, Teatro Regio di Torino, Società dei Concerti di Milano, etc.). Collaboratore per anni dell’Orchestra da Camera di Mantova, dell’Orchestra di Brescia e Bergamo, della Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario (dal 2000 ad oggi) e, per concorso, delle Orchestre Nazionali della RAI e dell’Accademia di S. Cecilia. Primo violoncello dell’Orchestra G. Cantelli, Milano classica, Orchestra Stabile di Bergamo e, dal 2007 al 2011, dell’Orchestra Sinfonica del VCO. Collabora con le Associazioni SuoniAMO e AMAMUSICA. È fondatore e Direttore Artistico dell’Associazione Orchestra e dell’Orchestra da Camera di Domodossola. Svolge attività cameristica in duo con Federica Zoppis ed in trio con Marco Rainelli. È docente, come vincitore di concorso, di violoncello e musica d’insieme per archi presso il Liceo Musicale di Omegna.

FEDERICA ZOPPIS
Ha frequentato il Triennio Accademico di pianoforte sotto la guida del M° Mario Borciani e attualmente segue i corsi del Biennio Accademico di Maestro collaboratore presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. È pianista collaboratrice nei seguenti corsi e workshop: “Incontri musicali” dell’Associazione Orchestra di Domodossola, “La nota chiave” di Lello Narcisi, “Musichiamo la Valle Antrona” dell’Associazione SuoniAMO. Ha suonato in musical prodotti da La Dual Band presso diversi teatri (Blue Note, Tieffe Menotti, Out-Off). Ha collaborato come clavicembalista e organista con l’Orchestra da Camera Giovanile di Domodossola e la Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario. Come camerista collabora con Synchronos Trio, Simone Ponta, Letizia Zoppis e Andrea Pecelli. È membro dell’orchestra GMO e docente di pianoforte presso le associazioni AMAMUSICA, SuoniAMO, La Dual Band.


Il concerto è reso possibile grazie alla sensibilità della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario, dell’Istituto della Carità – PP. Rosminiani, con il sostegno prezioso della Fondazione CRT.

Di calice in calice, bevendo vino con Trilussa, Pulci e Depero. Viaggio culturale e multisensoriale

ROMA - Versare nello stesso calice vino, arte e letteratura. Nel Lazio bevendo il Cesanese del Piglio si varca la soglia del Palazzo Colonna di Paliano con la serie delle "Belle" di Ferdinand Voet e poi brindando con il Mater Matuta, dedicato alla dea dell'Aurora, si legge Trilussa, Belli o Goethe. In Toscana si sorseggia l'Orcia attraversando la sua Valle, patrimonio Unesco. E poi un fermo immagine sul ciclo delle pale d'altare del Duomo di Pienza e ancora nuovi reading tra cui quelli del poeta Luigi Pulci. E poi in Puglia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige tra Gewurztraminer e Fortunato Depero.
Prende il via "Di calice in calice", il viaggio culturale e multisensoriale alla scoperta dell'Italia del vino rivolto ad appassionati di wine, arte e versi promosso dal Punto Touring di Roma e Associazione Culturale Sinopie in collaborazione con Collegio e Magazzino Scipioni, le due location di Roma che ospiteranno gli appuntamenti.
Da fine ottobre a metà dicembre cinque incontri conferenze accompagneranno i partecipanti alla degustazione guidata del vino di cinque regioni italiane attraverso la stimolazione multisensoriale. Colore e fluidità, profumi, persistenza e corposità, sono solo alcuni degli elementi che si passeranno in rassegna per conoscere il vino nei suoi tratti visivi, olfattivi e gustativi. A far da cornice alle degustazioni, reading e incursioni letterarie a cura di Viviana Bello, ideatrice del percorso, e racconti artistici del territorio a cura della storica dell'arte Martina Gatti, console del Touring Club Italiano.
Il primo appuntamento è per martedì 24 ottobre con la scoperta dei vini del Lazio e avrà luogo presso Collegio (Piazza Capranica, 99).
"Di calice in calice" prosegue poi presso Magazzino Scipioni (Via degli Scipioni, 30) per i successivi quattro incontri. Il 7 novembre con le selezioni di vini ispirati all'arte della Toscana e il 21 novembre con la degustazioni dei vini che toccano il cielo delFriuli Venezia Giulia
In questo viaggio ideale alla scoperta dell'Italia da bere martedì 5 dicembre si scende poi a Sud, in Puglia, con i vini pizzicati per ritornare in montagna il 12 dicembre con le proposte enologiche del Trentino Alto Adige. Le degustazioni saranno accompagnate da assaggi di prodotti selezionati dagli chef per esaltare l'impatto organolettico dei vini proposti. Tutti gli appuntamenti, della durata di un'ora e mezza, avranno inizio alle ore 18.
Per info e prenotazioni: Punto Touring Roma / Piazza Ss. Apostoli 62/65, tel. 06-36005281 - email: libreria.ptroma@touringclub.it
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

La Pop Art di Andy Warhol a Palermo


PALERMO - Un oggetto artistico è fatto per essere riprodotto, consumato, ma soprattutto amato. E Pop Art per Andy Warhol voleva dire "amare le cose". S'inaugura oggi 18 ottobre (apertura al pubblico domani, fino al 7 gennaio ) al Palazzo Sant'Elia di Palermo, Andy Warhol - l'arte di essere famosi, ampia selezione di opere provenienti dalla Rosini Gutman Collection di Riccione. Sono oltre 150 pezzi tra multipli, pezzi unici e oggetti realizzati negli anni più importanti: dal 1957 al 1987. La raccolta rispecchia una particolare visione dell'opera dell'artista, presentando celebri lavori come le Campbell's Soup Can, Fiori, Marilyn, Mick Jagger, Liza Minnelli, Joseph Beuys, accanto ad altri meno conosciuti al grande pubblico, che rappresentano la parte più intima e personale della sua ricerca, vicina per sensibilità alla matrice europea.
    Più di altri esponenti della Pop Art, Warhol riveste un ruolo chiave nel delineare gli oggetti- feticcio che racchiudono la vita e la morte della società occidentale del secondo 900. Per farlo si serve della ripetizione seriale dell'oggetto. Per lui la tecnica serigrafica non è solo un mezzo formale, ma il solo modo di espressione artistica. Con lui l'arte muore e risuscita in un continuo potenziamento dell'accessibilità estetica dell'immagine. Il quotidiano diviene così l'unica folgorante verità. Ed è la verità sottesa dalle immagini della civiltà dei consumi che ci assediano e si proiettano su di noi e in cui noi ci specchiamo alla ricerca di un'identità perduta.
    Negli ultimi anni la Andy Warhol Collection è stata esposta in numerose città in Italia e all'estero, come in Andorra, Germania, Principato di Monaco, San Marino, Spagna, Svizzera e Taiwan.
   ansa
LaRedoute

Arte mondo di Totò genio a Roma esposizione nella Capitale fino al 18 febbraio


ROMA - I mondi, l'arte, gli amori, le passioni, dell'artista Totò e della dimensione più privata del Principe De Curtis danno vita a 'Totò genio', la più grande mostra realizzata sul grande attore scomparso 50 anni fa.
    Organizzata da Alessandro Nicosia che l'ha curata con Vincenzo Mollica, dopo il debutto di grande successo a Napoli e il passaggio a Lugano, arriva al Museo di Roma In Trastevere dove sarà fino al 18 febbraio.
    E' un viaggio fra centinaia e centinaia di documenti, cimeli, lettere, libri, disegni e ritratti (da Pasolini a Scola, da Pazienza a Echaurren), manifesti dei suoi film, caroselli e pubblicità, costumi (da quello pinocchiesco di 'Totò a Colori' all'uniforme del Pazzariello in L'oro di Napoli), installazioni, video, testimonianze e fotografie, comprese quelle, novità dell'allestimento romano, delle sue sette case nella capitale, dalla prima vicino la stazione Termini del 1930 a quella dove è morto ai Parioli nel 1967. ''Noi napoletani discutiamo su tutto ma non sul genio di Totò - dice il Sindaco partenopeo Luigi de Magistris (il Comune di Napoli è fra i motori dell'esposizione con l'associazione Antonio De Curtis, ndr) - ora vorremmo portare anche a Bruxelles e New York la mostra su questo artista che è immortale perché attualissimo''. Ad esempio ''ora che siamo quasi in tempo di elezioni - aggiunge il sindaco - non può non venire in mente la pernacchia con cui prendeva in giro l'ordine costituito''. Per Alessandro Nicosia la mostra ''racconta le due anime di Totò. Una è quella dell'artista, nel suo percorso dall'avanspettacolo al teatro, al cinema, ma anche nella poesia, con capolavori come A livella, che qui si può ascoltare recitata da lui e nella musica, con le sue canzoni interpretate anche da altri artisti. L'altra è del principe de Curtis, che era molto solitario e schivo a volte triste. Di lui raccontiamo gli amori, come quello per Franca Faldini, ma anche quello per gli animali, e per la sua città Napoli; le sue passioni, con il chiodo fisso dell'araldica, ma anche la generosità''. Questo Paese ''ha massacrato molti dei suoi artisti ed è successo anche a Totò, che è stato a lungo snobbato dalla cultura ufficiale - ricorda Vincenzo Mollica -. Abbiamo intitolato la mostra 'Totò genio' perché era eclettico e straordinario in tutto quello che combinava, metteva sempre tanto di vissuto''. Nella mostra ''ci sono due omaggi, quello a Totò e quello al rinascimento di Napoli, che dopo tante guerre sta mostrando al Paese la strada per rinascere'' sottolinea Luca Bergamo, vicesindaco di Roma Capitale, che promuove l'esposizione con Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, mentre a coprodurla è Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con Rai Teche e SIAE. Tornando sul forte legame del nonno con Roma (''qui lui ha vissuto con mia nonna ed è nata anche mia madre''), la nipote dell'attore Elena Alessandra Anticoli, ricorda una frase dell'attore: '''Tra me come sono nella vita reale e Toto c'è una differenza abissale. Odio la mia maschera ma è parte della mia anima e mi aiuta ad essere veramente me stesso''.

ansa

Foliage urbano, 10 parchi dentro la città da NY a Monza

LaRedoute

 In città sono tanti i parchi e i giardini che in questa stagione regalano l’emozionante spettacolo delle foglie che si tingono di giallo, di rosso e di arancio. Passeggiando lungo i viali e tra grattacieli e scorci urbani ci si immerge nella bellezza della natura che cambia e che, a tratti, sembra un quadro appena dipinto. Ecco dieci destinazioni che meritano di essere conosciute.
Central Park, New York
E’ il parco più famoso e omaggiato dal cinema e dal mondo dello spettacolo, ed è senza dubbio il più fotografato durante l’autunno, quando gli alberi presenti nei 340 ettari, nel cuore della metropoli americana, si trasformano in una tavolozza di colori che vanno dal giallo ocra all’arancio, dal rosso cremisi al viola. Si passeggia tra romantici laghi, viali e sentieri solitari che sbucano sugli inconfondibili grattacieli di Manhattan; l’ente dei parchi di New York (nycgovparks.org) organizza visite guidate al foliage. L’ingresso più celebre è dal Metropolitan Museum.

Giardino imperiale, Kyoto
Il koyo, lo spettacolo della colorazione delle foglie degli aceri, nei parchi cittadini di Kyoto tra ottobre e novembre è sbalorditivo e affascinante. Nella lingua giapponese c’è persino un termine che indica la “caccia di aceri che cambiano colore”: Momijigari, un’attività che nel Paese del Sol Levante assume un significato zen. Accanto ai magnifici templi buddisti che impreziosiscono i parchi si stagliano imponenti aceri colorati di rosso che amplificano la bellezza raffinata di giardini e boschi. Tra le numerose aree verdi presenti in città si consiglia una passeggiata nel giardino del Palazzo Imperiale, tra prati di grandi dimensioni e più di 9 mila alberi; nella villa imperiale Katsura, uno degli esempi più belli di giardini giapponesi, con un grande lago e un gazebo da tè e nel tempio di Tenryu-ji, famoso per le cascate Ryumon e per il ponte di pietra.

Hyde Park, Londra
Il grande parco e l’attiguo giardino di Kensington, nel cuore della capitale britannica, sono tra le mete più frequentate di Londra, soprattutto durante l’autunno, quando gli alberi sfoggiano i colori più accesi. Se poi capita di passeggiare in una giornata di nebbia o di foschia, lo spettacolo è ancor più romantico e suggestivo. Hyde Park ospita più di 4mila alberi, un lago con ristoranti sulle rive e giardini di fiori ornamentali oltre a edifici e monumenti, come la fontana in memoria di lady Diana, che simboleggia la gioia di vivere, e la famosa statua di Achille. Se si passeggia di domenica è bene fare un salto allo Speaker’s Corner, dove c’è sempre qualcuno che esprime le proprie opinioni.

Parco di Schönbrunn, Vienna
Il castello e il parco di Schönbrunn, nella capitale austriaca, sono un complesso architettonico elegante e austero, patrimonio Unesco da più di 20 anni. Il giardino barocco del maniero di Schönbrunn è un luogo unico e magico, che incornicia quella che era la residenza estiva degli Asburgo ed è ornato con laghetti, statue monumentali e fontane. Era l’antica reggia che apriva le sue porte a regnanti, politici e personaggi famosi, come un giovanissimo Mozart che a 6 anni si esibì nella sala degli Specchi. Oggi, durante l’autunno, il castello e il parco sono luoghi molto amati da viennesi e visitatori, che passeggiano sotto archi di foglie multicolori e lunghi i viali che arrivano alla serra delle palme e al labirinto.

Parc Jean Drapeau, Montreal
E’ uno dei luoghi verdi della città canadese che meglio simboleggia i colori caldi dell’autunno: nel parco, che si trova su due isole tra le acque del fiume San Lorenzo, a est del centro, si passeggia lungo i viali alberati o si pedala lungo le piste ciclabili fino all’isola di Saint Helen, la più settentrionale, che ospita lo Stewart Museum in un vecchio forte militare britannico dedicato all’influenza della cultura europea in Canada, e la Biosphere con la sua inconfondibile cupola di vetro e acciaio. All’interno si trova un interessante museo dedicato all’ambiente e alle tecnologie ecosostenibili. Prima di percorrere il ponte Concorde per raggiungere l’isola artificiale di Notre Dame, a sud di Saint Helene, è possibile tentare la fortuna nel Casinò.

Tiergarten, Berlino
Letteralmente significa “giardino degli animali” e ospita, tra le tante attrazioni, anche il celebre zoo. Qui, nel parco più grande della capitale tedesca, il foliage è uno spettacolo di colori che si specchia nei laghi e lungo i tanti viali interni. Sono numerosi i luoghi dove ammirare il colore autunnale delle foglie: oltre ai tanti parchi nella capitale tedesca ci sono numerosi viali – il più noto è Unter den Linden, viale sotto i tigli – che ospitano alberi ereditati dall’impero prussiano, piante storiche che in autunno danno spettacolo.

Stoccolma
In questo periodo autunnale la capitale svedese con i suoi numerosi parchi, zone boschive e piccoli giardini che si affacciano sul mare, è uno splendore. I caldi colori delle foglie si riflettono sull’acqua che circonda la città scandinava, formata da 14 isole; qui il foliage regala passeggiate persino in pieno centro, tra le chiome degli alberi che cambiano e si accendono di tanti colori. In città si contano ben 7 riserve naturali, un parco nazionale, preso d’assalto dai fotografi per il foliage e un ecoparco sull’isola di Djurgården.

Parco di Monza
E’ un’area verde importante per la città di Monza, a nord di Milano, conosciuto forse più per l’autodromo che ospita. E’ una ex zona di caccia nata nel 1805, di grandi dimensioni e circondata da mura di oltre 14 chilometri che la rendono il parco cintato più esteso d’Europa. All’interno ci sono tre zone principali: vicino alla Villa Reale con giardini e campagna; il Bosco Bello, a nord, un tempo usato per la caccia; e lungo il fiume con boschi, prati, cascine, ville e mulini. Il parco, che in queste settimane regala colori inaspettati, si visita a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Common Park, Boston
Nel cuore della capitale del New England, la regione nordamericana più apprezzata per il foliage con i suoi colori intensi, si può ammirare la natura che si trasforma. Qui sorge il Common Park, il più antico parco pubblico d’America, dove si cammina lungo i sentieri che accolgono alberi secolari, laghetti e divertenti scoiattoli da avvicinare. Accanto, e sempre nel cuore della città, c’è anche il grande parco pubblico Boston Public Garden, dichiarato monumento storico nazionale: è un ampio spazio verde che ospita sentieri e aiuole ed è abbellito da statue e fontane dove è magnifico passeggiare sotto le chiome degli alberi che regalano una varietà infinita di colori, ma anche regalarsi una romantica gita in barca per ammirare il foliage dall’acqua. La metropoli, città ricca di storia e di cultura, è circondata da 5 parchi che vanno dal museo delle Scienze, nel West End, fino alla Boston University, è un succedersi di prati, giardini, fontane, ponti in legno e luoghi dove rilassarsi. I parchi sono uniti da sentieri e collegamenti e presentano caratteristiche diverse: alcuni sono giardini ordinati ed eleganti, altri sono invece parchi più selvaggi con laghi sulle cui acque si riflettono i magnifici colori dell’autunno.

Vondelpark, Amsterdam
Inserito tra i monumenti tutelati dai Beni culturali, è il parco più amato dai cittadini di Amsterdam, dove in queste settimane d’autunno ci si ritrova ad ammirare il foliage. Il giardino si trova nel centro della città, a pochi passi dalla zona dei musei, e ospita prati, laghetti, fontane e statue, oltre a un teatro all’aperto, un padiglione neorinascimentale e a un magnifico roseto con oltre 70 varietà di fiori.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA